Arriva Zagrebelsky: è polemica
Sabato parlerà di referendum. Il comitato per il “sì”: «Le sue idee fuorvianti»
Si accende (non poteva che essere così) la polemica che riguarda l’arrivo in città come relatore al Festival Filosofia del professor Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della corte costituzionale e docente di giustizia costituzionale all’università di Torino.
Come annunciato l’altra mattina Zagrebelsky sarà alle 16.30 sul palco di piazza Garibaldi per parlare di “Pluralismo politico” in una delle tante lectio magistralis, ma, sceso da quel palco, farà qualche decina di metri per arrivare fino in sala consiliare e fare un intervento personale sul referendum ed in particolare sul “no”, invitato dal comitato cittadino nato il mese scorso con diversi elementi di spicco del Pd, tra cui l’ex assessore Patrizia Barbolini. Ma c’è chi non ci sta.
«Fermo restando il diritto inalienabile del professor Zagrebelsky – afferma il presidente del comitato per il “si” del Pd Maurizio Davolio - come tutti gli altri, di parlare, dove e quando vuole, del referendum istituzionale come su altri problemi; pur ritenendo legittimo, ma secondario, che qualcuno possa chiedere a chi siano in carico le spese per la seconda parte della sua presenza a Sassuolo sabato prossimo, riteniamo che la questione vera e di fondo sia il confronto di merito sui contenuti del referendum. A questo proposito riteniamo che sul merito del referendum le posizioni e le opinioni sino ad ora espresse dal professore siano permeate da una lettura e illustrazione della riforma non corrette e in parte non corrispondenti al vero, o con argomentazioni che nulla hanno a che fare con il referendum; riforma approvata dal parlamento legittimamente e nel pieno rispetto della costituzione vigente». Si passa poi ad una domanda diretta. «Chiediamo al professor Zagrebelsky che riconosca che con questa riforma non vi è nessun attentato alla democrazia e messa in discussione dei valori fondamentali della costituzione. Viene infatti previsto e proposto un ordinamento diverso dall’attuale per l’esercizio del ruolo governante del governo e del parlamento, che può essere non condiviso, ma non meno democratico di quello in essere, fermi restando i valori fondamentali della costituzione. Zagrebelsky, dovrebbe convenire con noi, che la democrazia è il luogo dell’imperfezione e che la democrazia può essere esercitata e espressa con sistemi e ordinamenti di governo e parlamentari diversi fra di loro. Ma che sempre ordinamenti democratici sono. Quindi noi siamo per un confronto di merito, ritenendo che quello proposto sia un sistema che rende la democrazia più efficiente e governante e rinsaldi il rapporto con i cittadini. E di questi tempi non è poco». (a.scibona)
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