Gardenia, stato di agitazione per le incertezze sul futuro
Stato di agitazione per i lavoratori di Gardenia Orchidea, la ceramica fioranese con oltre 250 dipendenti, in concordato preventivo dal settembre 2015. Un incontro con i sindacati Femca Cisl e...
Stato di agitazione per i lavoratori di Gardenia Orchidea, la ceramica fioranese con oltre 250 dipendenti, in concordato preventivo dal settembre 2015. Un incontro con i sindacati Femca Cisl e Filctem Cgil ha portato a rendere pubblica una situazione poco accettabile. «Sono ancora molto incerte le prospettive dei prossimi mesi - affermano Rsu e sindacati - e il Piano industriale presentato sia a noi che al commissario probabilmente verrà modificato. A fine luglio l’azienda ha fermato l’impianto Bitech per produrre piastrelle da rivestimento in quanto lo considera non più strategico e altamente improduttivo. Era stato annunciato un intervento per convertirlo ad altre tipologie produttive da settembre, ma a oggi non è stato definito alcun progetto. Nel frattempo è stata attivata una cassa integrazione straordinaria per crisi della durata di sei mesi da attivarsi già da questo mese e non è chiaro cosa succederà a febbraio 2017, soprattutto se l’impianto non riparte o non viene convertito. Sicuramente con il solo impianto Gitech non ci sono le condizioni per sperare che l’azienda possa farcela».
Il prossimo 21 settembre è prevista l’adunanza dei creditori, chiamati a esprimersi sul piano concordatario presentato dall’azienda. L'adunanza era prevista il 6 luglio, ma è stata spostata su richiesta aziendale. In sostanza, tra cassa integrazione, piano industriale incompleto e attesa di omologa del concordato, i lavoratori non sanno quale futuro li attende e sono, perciò, in forte apprensione. Per questo l’assemblea ha deciso di proclamare lo stato di agitazione e un pacchetto di ore di sciopero. «Speriamo che non si arrivi allo sciopero – fanno sapere dall'azienda – e che questa decisione sia solo figlia di una normale dialettica sindacale. La data fissata era settembre e il mese non è ancora a metà. Ben vengano le sane sollecitazioni ma vorremmo fare notare sia ai lavoratori che ai rappresentanti delle sigle sindacali che si tratta di un Piano complicato e che proprio per questo necessita di tempo per essere adottato. Siamo fiduciosi che tutto potrà avere una giusta realizzazione».
Alfonso Scibona
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