Gazzetta di Modena

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Giulia, l’ambiente come missione per capire la natura

di Laura Solieri
Giulia, l’ambiente come missione per capire la natura

Dalla vita in campagna, agli studi universitari in Biologia fino alla missione in Sierra Leone e alla nascita di un’attività

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Giulia Santunione, 28 anni, originaria di Formigine, ha da sempre a cuore la tutela dell'ambiente. «Sono cresciuta in mezzo alla natura. Il contatto con la terra, il fieno, gli animali, il tronco rugoso degli alberi mi ha impresso tracce che mi porto dentro e fuori». Laureata in Biologia, Giulia è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di Modena, dove collabora a progetti riguardanti le energie rinnovabili, l'efficienza energetica e la sostenibilità ambientale. Molto attiva nel mondo del volontariato, insieme ad alcune amiche e compagne universitarie Giulia ha deciso di indirizzare le sue competenze scientifiche ad un'attività di divulgazione sui temi ambientali e non solo.

«Una sera della primavera del 2013, attorno ad un tavolo, nasce &CO con l'obiettivo di proporre informazioni e riflessioni su alcune tematiche relative ai campi delle scienze che più ci competono: sostenibilità ambientale, alimentazione e salute. Il nucleo pulsante della attività di &CO siamo io e la mia socia co-fondatrice, Ilaria Stradi, biologa-nutrizionista. Attraverso l'organizzazione di conferenze, dibattiti, attività per bambini e ragazzi, gite naturalistiche con assaggi per un’alimentazione buona e giusta, abbiamo cercato in questi anni di dare risalto ai volti della scienza che crediamo sia importante contemplare nella quotidianità. La sostenibilità dei cibi che mangiamo, la loro provenienza, l'impatto ambientale delle attività umane, l'evoluzione nei suoi diversi aspetti, la conoscenza del nostro territorio naturale».

«Con l'associazione Inco.Scienza vi diamo appuntamento al tavolo scientifico del Festival Filosofia 2016, presso la biblioteca Delfini di Modena, per parlare di agonismo nel mondo della scienza - annuncia Giulia - Mi sembra di conoscere il mondo del volontariato da sempre - prosegue - Ho avuto la fortuna di incontrare tante persone, fin da piccola, che mi hanno dato diversi esempi di esperienze volontarie. Poi, spinta dalla curiosità per un mondo diverso ma soprattutto da una forza interna e viscerale, otto anni fa sono partita per un viaggio di servizio in Sierra Leone».

In Sierra Leone Giulia ha lavorato come volontaria in una scuola estiva per i bambini di un piccolo villaggio, Lunsar.

«Uno dei motivi per cui sono partita per uno dei paesi più poveri del mondo era per osservare da vicino e lasciarmi contagiare da vite umane essenziali, capire cosa esiste al di là delle cose - dice la volontaria - Nella gente ho trovato la voglia di ballare, di incontrare, di mettercela tutta, partendo dal nulla. Al ritorno, ho iniziato a frequentare Porta Aperta a Modena tutte le volte che ce n'era bisogno per il servizio mensa. La voglia di rimettermi in servizio lontano da casa - continua Giulia - mi ha portato anche in India, nello stato del Tamil Nadu, dove ho trascorso un mese a servizio di alcuni centri missionari del territorio che si occupano dell'assistenza a bambini orfani, ai malati di Aids, ai lebbrosi, a sordi e ciechi. Fare volontariato per me è andare incontro a qualcuno e a qualcosa che non conosco, è uno scambio di pezzi di vita - conclude Giulia - Dalle mie esperienze all’estero sono tornata a casa con un senso di complessità: la cultura, la religione, le tradizioni che ho incontrato mi sono sembrate davvero resistenti da penetrare e comprendere. Le verità di certe realtà che ho conosciuto non possono lasciare indifferenti, e mi sento addosso il compito di portare la consapevolezza dell'esistenza di quelle realtà ovunque io mi trovi, un compito non commissionato, ma semplicemente una spontanea conseguenza del vissuto».

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