Arbitro salvato dal defibrillatore
Vignola. Il 22enne Mattia Gorzanelli si accascia durante la partita di basket per un arresto cardiaco
VIGNOLA. «Ci sono pochi dubbi. I medici lo hanno detto. Se in palestra non ci fosse stato il defibrillatore, non sarei qui a parlarne». Mattia Gorzanelli, 22 anni studente di Vignola e arbitro di basket, non nasconde l’emozione, e anche un comprensibile sconforto, per quello che è accaduto mercoledì sera in palestra a Novellara. Dal letto di terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, da dove è ancora ricoverato prima di un suo imminente trasferimento a Baggiovara, la consapevolezza è quella di chi sa di essere un sopravvissuto. E quello che gli è successo, vale la pena di essere raccontato. Mercoledì sera era in corso la sfida di Coppa Emilia tra Novellara e la formazione Psa Modena. Si stava giocando l’ultimo quarto. Un confronto serrato: 49-48. È stato quando mancavano circa 7 minuti dalla fine che Mattia, che stava arbitrando, improvvisamente, si è accasciato al suolo. Privo di sensi. «Ho avuto un arresto cardiaco» rivela all’indomani.
Ma Mattia è stato fortunato. Da qualche tempo, infatti, la palestra novellarese è dotata di defribrillatore. E i dirigenti della società sportiva hanno seguiti i corsi per il suo utilizzo. Di fronte a quell’emergenza, non hanno perso lucidità, anzi. Il direttore sportivo Ettore Benevelli ha praticato il massaggio cardiaco al ragazzo. Al suo fianco Giada Maiocchi, segnapunti e volontaria della Croce Rossa, l’altro dirigente Marco Bonini e il medico della squadra, il dottor Perniciano. Hanno preso il defibrillatore e lo hanno azionato.Mattia Gorzanelli ha iniziato a muoversi. Quando sono arrivate l’ambulanza della Croce Rossa di Novellara e l’automedica, aveva già ripreso conoscenza e a parlare.
«Adesso - racconta - devo sottopormi a tutta una serie di accertamenti. Già qualche settimana fa, mi era successo di perdere i sensi ed ero già stato ricoverato. Sapere di aver avuto un arresto cardiaco è pesante. So già che non potrò più praticare sport agonistico, e non sarà facile per me. Ma sono stato fortunato, lo so. Avere il defibrillatore vicino è stato decisivo. Sono sempre stato favorevole. Quello che è successo lo prova».
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