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Giallo in un cimitero di Modena: resti umani sconosciuti

di Stefano Totaro
Giallo in un cimitero di Modena: resti umani sconosciuti

Indaga la procura: la Squadra Mobile ha recuperato un “sacco” con i reperti ora al vaglio della Medicina legale

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MODENA. Un sacchettone, una specie di pacco grande poco più di un metro e mezzo per sessanta centimetri, ben avvolto con parecchi giri di nastro isolante. Un mittente, ovvero la procura di Modena, per la precisione il sostituto procuratore Lucia De Santis e un destinatario, l’istituto di medicina legale del Policlinico di Modena. Contenuto del “pacco”? Resti umani sconosciuti, ignoti.

C’è un giallo al cimitero di Saliceto Panaro, quello che si trova a Modena Est, vicino alla chiesa della frazione e al sottopasso del tratto ferroviario. Un giallo sul quale sta indagando la procura di Modena e che ha portato, da parte della questura, nello specifico la squadra Mobile guidata dal dottor Enrico tassi, a sequestrare una piccola zona all’interno del cimitero stesso. Da quanto si è saputo sono stati scoperti dei resti umani di cui non si conosce l’identità e neanche la provenienza. Non si tratterebbe di un cadavere, di una persona deceduta e in un qualche modo “abbandonata” o nascosta nel cimitero, ma di ossa, di resti umani, non recenti, rinvenuti dove non dovevano esserci. Un ritrovamento imprevisto dunque, che induce, a livello investigativo, a percorrere parecchie ipotesi. Viene in mente un’indagine che scattò qualche anno fa a Finale, quando i carabinieri andarono a scavare in un lotto inutilizzato del cimitero e scoprirono tre cassette con resti umani: si ipotizzò ad un business legato ai recuperi, allo smaltimento, una specie di interramento di comodo per non pagare spese per riesumazioni e nuovo interramento dell’ossario o in altre sedi.

Il caso di Saliceto Panaro è nato a seguito di un accertamento sulla staticità, sullo stato della “vasca” dell’ossario comune. In quel cimitero ce ne sono due e quello che al centro della vicenda è quello più vecchio. Qui l’ossario è interrato, si trova appena entrati sul lato sinistro, dopo: si tratta del cosiddetto “deposito” dove vengono posti i resti che hanno terminato il loro percorso nei loculi e nelle tombe. I famigliari, dopo la riesumazione, scelgono il percorso dei resti e spesso vengono riposti nell’ossario comune. Recentemente, da quanto si è appreso, erano state notate crepe o comunque segnali che facevano temere ad uno stato non idoneo dell’ossario stesso e per verificare se ci fosse o meno la possibilità di un cedimento strutturale, di un crollo o di un danneggiamento ulteriore, ecco che viene avvisato il Comune e si dispone un intervento di controllo dopo, pare, anche un sopralluogo dei vigili del fuoco. I tecnici comunali quindi fanno una ispezione e per controllare l’ossario, il deposito, il contenitore viene aperto.

E qui ecco la sorpresa: all’interno c’è un “ospite” inatteso o forse più di uno. Ci sono dei resti umani di cui non si conosce l’identità e la provenienza, resti “clandestini” come è abbastanza frequente affermare in questo periodo. Il ritrovamento inatteso viene segnalato al Comune che avverte quindi la procura e le forze dell’ordine. L’altra mattina sopralluogo al cimitero della medicina legale e della polizia scientifica, dopodiché il “pacco” con i resti umani sconosciuti è stato inoltrato alla medicina legale affinchè vengano effettuati esami che possano rivelare l’età, il periodo e quant’altro su questi resti. Nel frattempo l’area dell’ossario è stata posta sotto sequestro ed è stata appositamente recintata, con tanto di cartelli, uno che informa del sequestro e l’altro con il quale ci si scusa del disagio arrecato ai visitatori.

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