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Inaugurate le Mattarella, scuola all’avanguardia

Inaugurate le Mattarella, scuola all’avanguardia

Dalla polemica sugli istituti comprensivi è nato un progetto unico a Modena Muzzarelli: «Avete un patrimonio pubblico, custoditelo per quelli che verranno»

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Da un problema grosso e malgestito come quello dei nuovi istituti comprensivi, è nato, va detto, anche un bel progetto che ieri mattina ha trovato compimento. Sono state inaugurate le nuove scuole medie Mattarella, edificio tormentato dai continui stralci e dai cambi di destinazione, ultimato a tempo di record lavorando tutta estate per permettere alle tre classi prime di iniziare regolarmente l’anno scolastico.

Gli stessi insegnanti che avevano protestato sotto il Comune sono stati, per la maggior parte, quelli che si sono fatti carico di mettere in pratica un’idea innovativa, all’avanguardia, che Modena non aveva ancora mai visto. Un caso di buona scuola, per usare uno slogan caro alla politica, questa volta fatta da chi tutti i giorni è a contatto coi ragazzi.

Ed ecco che le scuole Mattarella si caratterizzano come un college in stile anglosassone, dove esiste sì il gruppo classe, ma non sempre tra le stesse quattro mura. I ragazzi cambiano aula a seconda della disciplina, seguono i colori, uno per materia, vanno nelle aule di matematica e nei laboratori, nelle aule di lettere o in biblioteca, cambiando libri e materiale grazie ad un armadietto che viene loro assegnato. Gli arredi sono molto accoglienti a cominciare dall’atrio, dove anche le luci cambiano colore, i banchi sono disposti in modo non ordinario, a scuola si entra con il badge.

Merito, quindi, agli insegnanti, che dal sogno realizzato passeranno ad una grande responsabilità. Lo sa bene chi per prima, tra i tanti insegnanti, ha “disegnato” questa scuola, la professoressa di matematica Cecilia Rivalenti, la pasionaria del gruppo: «È un sogno che si realizza, certo, ma è soprattutto una scuola che ci auguriamo entri nel cuore dei ragazzi, che devono sentirla loro, dall’inizio alla fine. È una bella sfida ma l’abbiamo presa con grande entusiasmo».

Il sindaco Muzzarelli ha lanciato un appello ai ragazzini festanti che lo ascoltavano: «Avete un patrimonio pubblico, custoditelo per gli studenti che verranno», ricordando «l’importanza delle regole e dei principi che stavano alla base dell’agire di un uomo onesto e coraggioso come Piersanti Mattarella, a cui la scuola è intitolata, assassinato dalla mafia per la lotta per la legalità che stava conducendo, come Pio La Torre, anche se con una diversa visione. Se ci impegniamo a mettere al centro quei valori - ha concluso - un futuro migliore è possibile».

L’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza ha rivolto un ringraziamento particolare a genitori e insegnanti «con i quali – ha sottolineato – abbiamo fatto esercizi di democrazia: partendo da punti di vista diversi, ci siamo confrontati, abbiamo fatto una scommessa e accettato la sfida. Il risultato oggi è questa scuola e una proposta didattica innovativa. Vuol dire che si può fare».

«Una scuola del territorio, perché la scuola è di tutti», ha aggiunto la responsabile dell’Ufficio scolastico regionale di Modena Silvia Menabue che ha evidenziato come «la nuova scuola offra le condizioni per poter lavorare al meglio», come ha fatto il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo 3, di cui fa parte la Mattarella, Daniele Barca: «Abbiamo un bellissimo contenitore, dotato di tutte le attrezzature per lavorare al meglio, ora dobbiamo farlo diventare la nostra casa, un “Laboratorio delle competenze” dove i talenti di ciascuno possano venir fuori, questo il nostro compito come scuola».

Davide Berti

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