«Non decidiamo noi» «Da sempre doveva fondersi con Meta»
Il dibattito su Aimag è aperto e dopo la missiva dell’ex sindaco Werther Cigarini, ecco la replica dell’altro ex sindaco, Enrico Campedelli e del sindaco Alberto Bellelli. «Le aziende come Aimag...
Il dibattito su Aimag è aperto e dopo la missiva dell’ex sindaco Werther Cigarini, ecco la replica dell’altro ex sindaco, Enrico Campedelli e del sindaco Alberto Bellelli.
«Le aziende come Aimag - scrive Bellelli - generano utili nella parte dei servizi, come la vendita del gas o della energia elettrica, od offrendo servizi di trattamento dei rifiuti al sistema produttivo. Il nostro obiettivo è semplice, dobbiamo tutelare l’azienda perché solo così tuteleremo il patrimonio che i nostri cittadini in generazioni hanno investito in Aimag. Aimag non dovrà essere depauperata, e per farlo l’azienda dovrà evolvere, crescendo attraverso un percorso di forte integrazione e fusione con altri soggetti. Non abbiamo deciso con chi, ma abbiamo aperto un percorso condiviso. Le manifestazioni di interesse sono stato il primo passo, il secondo sarà il processo competitivo non discriminatorio per scegliere il partner. Processo al quale potranno partecipare diversi soggetti, non solo Hera o Tea. Noi non siamo chiamati a scegliere il partner ma il percorso. Siamo chiamati a mettere in campo percorsi trasparenti, pubblici e partecipati, per valutare in modo consapevole la migliore proposta. Non abbiamo nessuna intenzione di svendere e comunque qualsiasi scenario che preveda operazioni azionarie dovrà passare al vaglio di advisor competenti che si esprimeranno sul valore dell’azienda.
«Rispetto alla ricostruzione di Cigarini - aggiunge Campedelli - quando decidemmo di superare la gestione diretta dei servizi pubblici, iniziò nella maggioranza una discussione che si incardinava sulle stesse premesse che cita Cigarini, ovvero valorizzare il patrimonio di conoscenze e di professionalità cresciuto nel Comune di Carpi ed allo stesso tempo continuare a garantire standard qualitativi alti e tariffe eque. La riflessione poteva portare a tre sbocchi: la creazione di un’azienda dell’area carpigiana, entrare in Meta o entrare nella mirandolese Aimag. Non spettava a me valutare il valore dell’impresa perché non rientra nelle mie competenze, ma all’advisor scelto da Aimag, così come oggi non spetta a Cigarini valutarne la congruità, anche se lui evidentemente ritiene di avere maggiori competenze di un advisor di rilevanza nazionale. Fu sulla base delle diverse valutazioni dell’advisor che i sindaci decisero il percorso e le scelte successive in modo trasparente. A Carpi e a Novi si tenne anche un referendum comunale che non raggiunse il quorum. La politica, in modo trasparente e condiviso, si assunse le sue responsabilità e decise con il coinvolgimento di tutti i consigli dei Comuni soci. E sono certo che anche oggi gli amministratori dei Comuni soci sapranno fare le migliori scelte».
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