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Torna “Passa la parola”: si comincia da Formigine

di Gabriele Farina
Torna “Passa la parola”: si comincia da Formigine

Dedicato ai ragazzi, ma non solo, il Festival Passa la Parola comincia a Formigine per toccare poi Modena, Vignola e Castelvetro. 60 scrittori

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FORMIGINE. Scrittori, ottanta, grandi, novità, immaginazione. Cos’hanno in comune queste cinque parole? Almeno due elementi. Se provate a leggere le iniziali una dopo l’altra otterrete “sogni”. Sognare fa anche la sesta edizione di Passa la Parola, il Festival della Lettura per ragazzi. Da domani, sabato 17 settembre, a lunedì 3 ottobre saranno oltre sessanta gli scrittori ospitati da quattro Comuni (Formigine, Modena, Vignola, Castelvetro). Il Festival ha già fatto il suo debutto sulla rete. Programma e aggiornamenti, infatti, sono disponibili su Facebook e Twitter, in cui l’hashtag ufficiale è #PassalaParola.

Il primo fine settimana (con estensione su lunedì prossimo) gli appuntamenti saranno a Formigine. Due i grandi nomi: Roald Dahl e Bernard Friot. Lo scrittore britannico sarà presente soltanto attraverso le sue opere, essendo scomparso nel 1990; l’autore francese ci sarà in carne e ossa, incontrando anche studentesse e studenti. Gli organizzatori hanno spiegato che da tempo c’è il “tutto esaurito” e il problema è diventato come trovare un posto per tutti.

Da mercoledì 21 settembre a domenica 25 gli incontri si sposteranno a Modena, dove il quartier generale sarà in piazza Mazzini. Nel luogo, sabato 24 alle 18, sarà presentato il libro “Salva la parola”. Un testo che contiene ottanta termini (da cui il secondo nome visto in apertura) che i lettori hanno scelto di salvare nel 2015. Lo hanno fatto imbucando una cartolina nel concorso lanciato lo scorso anno. L’appuntamento si ripresenterà anche nel corso di quest’edizione. Stavolta, tuttavia, occorrerà mettere al riparo dall’estinzione (se così si può dire) un personaggio delle fiabe.

Non è una fiaba il racconto che sarà portato venerdì 23 nella sala consiliare geminiana. “Mangiare la paura - Storia di un ragazzo kamikaze” è la testimonianza che offrirà agli studenti delle medie il giornalista modenese Antonio Ferrara. Un esempio tra i tanti per mostrare come il Festival sia «per bambini, ragazzi e non soltanto», secondo le parole di Sara Tarabusi.

L’attrice e libraia è una delle due vere anime dell’evento. Con Milena Minelli ha scritto e definito il copione dalla prima all’ultima pagina delle tappe organizzate sinora. Tutto è partito, infatti, dall’incontro tra la libreria vignolese Castello di Carta (di cui le due donne fanno parte) e il Centro sportivo italiano.

A Vignola il Festival farà ritorno sabato 1 e domenica 2 ottobre. Quattro gli incontri con gli autori in programma in quattro luoghi diversi per le scuole. Vi saranno anche eventi collaterali, come accadrà nelle altre località coinvolte dalla manifestazione. La vera novità è però l’ingresso del Comune di Castelvetro, la quarta freccia nell’arco del Festival.

Domenica 2 ottobre il castello di Levizzano sarà lo scenario degli “Eroi moderni” (Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) e un po’ più antichi (“L’assai furioso Orlando”).

Il secondo incontro sarà tenuto da Marco Baliani, personaggio poliedrico tra i nomi del Festival. Il Furioso non è stato scelto a caso: nel 1516, mezzo millennio fa, Ludovico Ariosto ne scrisse la prima edizione.

L’epilogo per le scuole da scaletta sarà l’indomani all’Auditorium con “Dalla parte sbagliata - La speranza dopo Iqbal”. È il nome di Masih, bambino divenuto eroe nel Pakistan. Francesco D’Adamo ne ripercorrerà la storia ricordando come, ad appena dieci anni, scappò da campi di lavoro minorili. Una condizione per cui ha combattuto per tutta la vita, terminata il 16 aprile 1995: aveva dodici anni.

Immaginare un mondo migliore è una sfida per tutti, grandi e piccoli. «Se lo puoi sognare lo puoi fare», amava dire Enzo Ferrari quando la Rossa era ancora soltanto un sogno. Il suo risultato è un esempio di ciò che è possibile tirar fuori dall’immaginazione e dal genio umano.

«Educare vuol dire “tirar fuori” nell’etimologia latina - ha ripreso Raffaele Della Casa, vicepresidente del Csi di Modena - vogliamo tirar fuori dai bambini i loro sogni».

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