Truffa in Posta, Federconsumatori trema
Quasi mezzo milione di euro sottratto dalla banda di cui faceva parte la funzionaria delle Poste Italiane di Formigine; un’indagine dalla polizia Postale durata due anni e che sembra soltanto all’iniz...
Quasi mezzo milione di euro sottratto dalla banda di cui faceva parte la funzionaria delle Poste Italiane di Formigine; un’indagine dalla polizia Postale durata due anni e che sembra soltanto all’inizio perché sarebbero molti di più i correntisti finiti nella rete del gruppo rispetto ai 15 già accertati nel primo stralcio e di cui un pensionato formiginese è il più beffato; una situazione di disagio che ieri ha scosso i possessori di depositi postali mentre anche Federconsumatori ha scelto di scendere in campo per tutelare i clienti più esposti e magari meno tutelati. Si parte da un assunto: la fiducia che per decenni si era posta nei funzionari “vicini di casa” non può più esserci e così è il cittadino a dover essere più attento, a volte anche pressante per ottenere risposte.
Ne ha parlato il presidente nazionale di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, intervenuto su Rai3 a commentare la vicenda di Formigine e gli articoli della Gazzetta, che ha tra l’altro raccontato della trafila giuridica che il pensinato truffato ha dovuto sopportare prima di vedersi restituire i 450mila euro.
«Di fronte a queste cose - ha spiegato Trefiletti - ci sono alcune accortezze che i cittadini devono imparare a fare. Conviene recarsi allo sportello un paio di volte al mese per verificare i propri conti e i libretti di risparmio. Va detto che la scarsa movimentazione e il basso controllo è un incentivo per i dipendenti infedeli, sanno che potrebbero passare anni prima di essere scoperti. Vanno invece tenuti sotto pressione».
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