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Tutta Carpi ai piedi di Gregorio Paltrinieri

di Valeria Cammarota
Tutta Carpi ai piedi di Gregorio Paltrinieri

In piazza Martiri (21.30) la medaglia d’oro olimpica riceverà le chiavi della città Nessuno aveva mai ottenuto la massima onorificenza. Il sindaco: «Un grande»

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Il countdown è terminato e il campione Gregorio Paltrinieri ha fatto ritorno. La città si prepara al climax previsto in serata. Nessuno, a Carpi - nonostante la città abbia dato i natali a persone distintesi per meriti di vario tipo - ha mai avuto l’onore di ricevere la più alta Onorificenza prevista dal Regolamento delle civiche benemerenze: le Chiavi della Città. Chiunque sa che le chiavi servono ad aprire le porte. Nei secoli passati, specie nel Medioevo quando le città erano protette da mura e porte queste ultime, la notte, venivano chiuse, per essere riaperte il mattino seguente. Al sovrano o al condottiero che entrava trionfalmente in città, magari dopo averla conquistata, venivano offerte chiavi simboliche: era un segno di sottomissione e di deferente saluto che i rappresentanti del governo cittadino offrivano all’illustre personaggio, secondo le regole di un antico cerimoniale. In questo senso, offrire le chiavi della città, significa attribuire potere simbolico a una personalità stimata. È Gregorio Paltrinieri, il nuotatore da poco 22enne, vincitore della medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Rio nella specialità dei 1500 metri stile libero, il primo carpigiano cui Carpi conferirà, questa sera a partire dalle 21.30, la cittadinanza onoraria, nel corso della cerimonia ufficiale “Il ritorno del Campione” in piazza Martiri (in caso di maltempo nel tendone di piazzale Re Astolfo).

Inevitabile l’accostamento a Dorando Pietri, che l’oro non vinse alle Olimpiadi del 1908 e nemmeno ricevette l’onorificenza, ma si emozionò al suo ritorno in città da Londra, nel costatare l’affetto dei carpigiani. “Carpi ha assunto, fin dal mattino, l’aspetto dei giorni festivi. Nel pomeriggio tutti i negozi (...) si sono chiusi, le fabbriche hanno sospeso il lavoro. Le finestre delle case si erano imbandierate e infiorate. (…) Quando Dorando Pietri uscì dalla stazione scoppiò dalla immensa folla uno scroscio enorme di applausi e di evviva. Dorando era pallidissimo e commosso. Venne fatto salire su una carrozza (…) procedette a stento tra la folla che ingrossava sempre più e che acclamava freneticamente il glorioso podista. (…) Al suo passaggio dalle finestre scendevano sulla carrozza del Pietri fiori e cartellini inneggianti alla sua vittoria», cita un testimone dell'epoca.

Ai giorni nostri, il Consiglio comunale ha accolto all’unanimità la proposta fatta dal sindaco Alberto Bellelli di insignire Gregorio di questo onore. «È un atleta dalle grandi doti umane ed empatiche - ha detto Bellelli – non vi è occasione in cui non citi la sua città. Quando si allena a Carpi, capita si fermi a bordo vasca e parli con chi fa le prime esperienze di nuoto. Questo vuole essere un riconoscimento di quanto da lui raggiunto fino a oggi e un in bocca al lupo per il futuro».

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