Bruciano l’auto di un artigiano a Ravarino
Gli hanno rotto il vetro, gettando un candelotto dentro la Mercedes. Si indaga a tutto campo
RAVARINO. Era da poco passata la mezzanotte di giovedì quando in una delle vie principali del paese - via San Rocco all’incrocio con via Don Milani - si sono levate fiamme alte in strada, nei pressi di alcuni cassonetti dell’immondizia, che hanno allarmato i residenti della zona accorsi fuori dalle loro abitazioni per verificare l’accaduto. Inizialmente, come hanno riportato i primi testimoni, si è pensato che il rogo provenisse proprio da uno dei cassonetti del pattume.
Un forte bagliore. «Abitando ai piani alti, guardando fuori abbiamo notato subito un forte bagliore provenire dall’altra parte della strada - hanno raccontato alcuni residenti di un condominio poco distante dalla zona del rogo - sapendo che lì ci sono alcuni cassonetti dell’immondizia abbiamo pensato ne stesse andando a fuoco uno. Così abbiamo allertato subito i vigili del fuoco e poi siamo scesi a vedere. Una volta fuori però, ci siamo accorti che a bruciare non era un cassonetto, bensì un’automobile».
Le fiamme. Le fiamme infatti avvolgevano una vettura di grossa cilindrata posteggiata nei pressi dei cassonetti e di fianco ad una casa al civico 316 di via San Rocco.
La Mercedes. La Mercedes nera è stata completamente divorata dalle fiamme, nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco di San Felice giunti sul posto per tentare di domare il rogo. Rogo che è stato infine spento, ma che ha ridotto la Mercedes ad una carcassa carbonizzata.
Ipotesi dolo. Quanto alle cause dell’incendio, si ipotizza il dolo.
Le fiamme, stando ai primi accertamenti, si sono propagate a causa di un candelotto lanciato nella vettura. Questo è quanto si è appreso da una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri di Ravarino giunti sul posto.
Essendo Ravarino un piccolo paese, ieri la voce su chi fosse il proprietario della vettura andata a fuoco ha trovato la conferma della gente.
L'artigiano vittima del danno. «La macchina è di Antonio Terio, fa l’artigiano ed abita con la moglie d’origine cubana proprio in via San Rocco al 316. E la Mercedes nera andata a fuoco è sua, perché lo vediamo tutte le mattine posteggiarla qui in centro mentre si ferma per alcune commissioni o per prendere un caffè», hanno raccontato alcuni avventori del bar in centro. Quanto all’identità del responsabile del grave gesto, così come alle motivazioni che l’avrebbero indotto ad appiccare il fuoco alla Mercedes di Terio, rimangono per ora ignote e sono al vaglio dei carabinieri di Ravarino che stanno svolgendo le indagini sull’accaduto, cercando riscontri a ogni elemento.
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