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«Io, rapinato da un bambino»

«Io, rapinato da un bambino»

Il commerciante: «Non ho voluto alzare le mani per evitare guai»

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SASSUOLO. Ha suscitato rabbia e preoccupazione, tra i cittadini di Braida e non solo, la rapina di giovedì pomeriggio in un negozio cinese del direzionale Quadrati, in via Circonvallazione. Dove, come raccontato dalla Gazzetta, due giovanissimi hanno rubato merce e si sono dati alla fuga dopo aver picchiato il titolare dell’esercizio commerciale. Chen, il gestore del negozio, ha ricordato con paura gli episodi precedenti, che risalgono a diversi anni fa, quando Braida era l’equivalente sassolese del Bronx e furti, spaccio e rapine erano all'ordine del giorno.

«Allora - ha raccontato il giovane titolare del negozio, che vende abbigliamento e oggettistica - i ladri erano spesso uomini adulti. Adesso invece a fare i colpi, sempre di valore esiguo, sono minorenni, quasi dei bambini. Per anni, con il miglioramento della sicurezza nel quartiere, rapine e tentativi violenti sono stati un ricordo. Certo i furti sono continuati, come accade del resto in moltissimi negozi, ma di solito i ladri cercano di nascondere qualcosa e una volta scoperti, soprattutto grazie alle tante telecamere che abbiamo dovuto installare per difenderci, lasciano la refurtiva e fuggono con la coda tra le gambe».

Giovedì, invece, le cose sono andate diversamente. I due baby rapinatori, un ragazzino circa 12-13 anni e una ragazza, dall’età apparente di 17-18 anni, hanno iniziato a frugare tra gli scaffali dei vestiti e rumoreggiando hanno cercato di guadagnare l’uscita portando con sé alcuni capi. A quel punto il titolare, già insospettito dal trambusto, li ha sorpresi e la ragazza, per darsi alla fuga, ha iniziato a usare le mani. «Mi hanno dato alcuni pugni - ha continuato Chen - e hanno buttato per terra alcuni espositori di occhiali e trucchi. Sono riuscito comunque a mantenere la calma e non ho fatto nulla per difendermi. Non volevo alzare le mani verso una ragazza ed un bambino. Per fortuna non mi hanno fatto troppo male e una volta usciti, mentre fuggivano in sella ad una bicicletta ho subito chiamato i carabinieri».

Andrea Gilioli

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