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Allarme degrado a Modena: «Via Tabacchi, sono di casa furti e droga»

Stefano Totaro
Allarme degrado a Modena: «Via Tabacchi, sono di casa furti e droga»

I residenti esasperati: «Il passaggio lungo l’ex ferrovia favorisce il via vai di chi fa affari di droga e fughe rapide. Vorremmo maggiori controlli»

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MODENA. «Non di sera, non di notte ma alle 14.30, in pieno giorno: mi sono affacciata e ho visto un estraneo in giardino. Aveva scavalcato la cancellata e si era accovacciato dietro alla siepe di melograno per nascondersi. Fuori, in strada c’era un altro giovane. Erano sicuramente dell’est Europa. Mi hanno notato, si sono fatti un cenno e poi sono scappati via di corsa. Poco dopo è passata un’auto dei carabinieri a tutta birra...».

Ma questo, assicurano i residenti, non che uno dei tanti episodi che ormai da qualche mese se non ormai da un anno, si susseguono in via Tabacchi e nelle vie limitrofe.

Non solo, ora che la ferrovia è stata dismessa, si è creato un passaggio, una piccola stradina tra i sassi che accompagnavano i binari: è una sorta di canale di Panama tra il quartiere Madonnina e il Villaggio Artigiano, permette un intenso “scambio culturale e commerciale” tra le due rive un tempo tagliate dai binari. In sostanza è una sorta di valvola di sfogo per chi fa affari di droga, per chi scippa, per chi ruba, per chi fa la spola in bicicletta per la consegna di dosi.

«Se prima avevamo presenze sporadiche - dicono alcuni residenti - ora qui in via Tabacchi ma anche nelle traverse e nelle strade a ridosso, si notano passaggi di maghrebini in bicicletta, gente che si apposta, sta attaccata al telefonino, poi parte veloce. Si vede subito che stanno aspettando qualcuno, che stanno facendo consegne. E queste presenze sono poi le stesse che si trovano dall’altra parte, in via Cabassi, in via Emilio Po, in via Scacciera dove ci sono furti e scippi».

«Anche di qua quelle presenze si stanno facendo sentire - riferisce un residente - e se non sono maghrebini abbiamo quelli dell’Est. Ci sono stati alcuni furti nei cortili, sparizione di oggetti, garage aperti dove hanno preso oggetti, roba da mangiare e biciclette. E poi adesso passano al setaccio le auto in sosta, fanno atti vandalici, rompono il vetro, frugano dentro, cercano qualcosa anche se non c’è niente da rubare. Insomma, sono furti da gente che ha bisogno di un po’ di soldi per comparsi la droga o arrotondare i guadagni dello spaccio. Ci sono capannoni abbandonati, in via Tabacchi ad esempio c’è quello della Trony. Non dovrebbero esserci dei bivaccatori all’interno però una settimana fa ho visto un ragazzo camminare sul tetto. È probabile inoltre che ci siano altri passaggi lungo il tratto dell’ex ferrovia per consentire veloci vie di fuga. Comunque sia quando si torna di serra dal lavoro o alla mattina presto, in strada non ci sentiamo sicuri. Anzi, non lo siamo nemmeno più in casa, a dir la verità. Vorremmo passaggi di forze dell’ordine, che arrivi un segnale a questi delinquenti».

Il quadro dunque che si è delineato è il medesimo di quello ben nitido della zona di via Emilio Po e che si estende ad altre strade ridosso sia del parco Ferrari che della zona di via Leonardo. Appartamenti al primo piano che vengono facilmente visitati, donne scippate mentre camminano sotto casa, furti nelle auto e un consolidato giro di spaccio e di galoppini per le consegne. Non per niente lo scippatore seriale da poco arrestato aveva iniziato le sue gesta proprio in questa zona.

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