Formigine, botte a compagna e figlia: preso
Formigine. I carabinieri arrestano il 50enne. Blitz nella notte all’ennesima sfuriata con percosse
FORMIGINE. Le violenze - hanno raccontato alla fine madre e figlia - duravano da mesi, ma mai avevano avuto il coraggio di denunciare o anche soltanto chiedere aiuto contro il bruto. Ma l’ennesima litigata, trasformatasi poi in violenta aggressione non è passata inosservata a qualche vicino di casa, che ha chiamato i carabinieri di Formigine. Il 50enne è stato arrestato e ora si trova in carcere. L’accusa è infamante: maltrattamenti in famiglia.
Tutto inizia venerdì, poco dopo la mezzanotte. L’uomo, che vive con una pensione di invalidità, sbotta con la compagna e nella furia di recriminazioni e accuse entra anche la figlia della donna, non ancora maggiorenne. La rinfaccia di non fare niente in casa, di essere una scansafatiche. Poi le cattiverie verbali si fanno più insistenti e come da mesi accadeva si trasformano in botte. La compagna è il primo bersaglio, ma neppure la ragazzina stavolta viene risparmiata. Riceve una spinta, finisce a terra, si fa male, ma pochi minuti dopo i carabinieri suonano al campanello.
Il 50enne viene bloccato. I militari devono prima capire cosa sta accadendo per scegliere come meglio intervenire. Ascoltano sommariamente il racconto dell’ennesima notte traumatica e da incubo e decidono di accompagnare madre e figlia in caserma. Le due sono titubanti, non sanno come comportarsi e neppure fin dove spingersi. Per tutelarle e metterle a loro agio viene convocata una psicologa donna. Pian piano iniziano ad aprirsi, a raccontare l’ordinaria violenza domestica e decidono che è il momento di porre fine ad una convivenza rischiosa e controproducente. Nella notte scelgono di fare denuncia, solo così potranno interrompere la girandola di botte, schiaffi e spinte. I carabinieri informano il magistrato di turno e, vista la gravità dei fatti oltre al rischio di una ben peggiore tragedia, ottengono l’autorizzazione ad arrestare l’uomo che ora si trova al Sant’Anna.
Francesco Dondi
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