Incidente stradale a Serramazzoni: si schianta con un albero, muore un 67enne
L'auto che stava guidando uscita di strada lungo la Provinciale 20 di San Pellegrinetto, al confine col comune di Prignano, e si schiantata contro un albero. La vittima è Adriano Castellari di Monte Baranzone. Suonava nella banda di Riccò. Inutili i tentativi di salvarlo
SERRAMAZZONI. Uno schianto spaventoso ieri si è portato via la vita di Adriano Castellari, 66enne di Prignano alla guida della sua Audi A3. È successo verso le 16.30 a Serra sulla sp 20 di San Pellegrinetto, a circa un chilometro e mezzo dalla frazione di Varana, tanto che quel punto è conosciuto anche come “La Varanina”.
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Un tratto di strada abbastanza rettilineo, dopo una curva: Castellari lo stava percorrendo diretto verso Serra quando in uscita dalla curva prima si è spostato a sinistra poi è andato tutto a destra uscendo e andando a centrare un cippo alto un metro di un ciliegio tagliato anni fa. Un urto devastante: la macchina si è accartocciata come cartapesta, il motore ha fatto un volo di decine di metri. Lui è rimasto completamente schiacciato, morto praticamente sul colpo.
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È stata un’automobilista di passaggio, Maria Cristina Gorzanelli (titolare del discount della Fondaccia) a dare l’allarme, raggiunta poco dopo da Eugenio Orlandi, agricoltore di Varana: «Conoscevo bene Castellari – ha raccontato - ho provato a chiamarlo più volte, ma era già morto». Sul posto è giunta la Croce Rossa di Prignano, che ha chiamato subito l’elicottero, ma i sanitari del 118 si sono resi conto che non c’era più nulla da fare. Aveva addosso la divisa della banda di Riccò, Castellari. Era appena partito da Montebaranzone, dove viveva (nella borgata di Casalpennato) e dove era stato a un motoraduno con la Vespa azzurra che aveva messo a posto da solo, come aveva fatto anche con una Lambretta e una 500: i mezzi d'epoca erano l'altra sua grande passione. Aveva pranzato assieme ad alcuni amici ed era venuto via per andare a suonare a Riccò in una funzione religiosa. «Io non l’ho mai visto una volta correre in macchina, nemmeno una», ha sottolineato l'amico Orlandi. È dunque probabile, ma è da accertare, che sia stato colto da malore, forse un attacco di cuore.
E destino ha voluto che prendesse il cippo. È vero che, se non ci fosse stato quello, sarebbe finito giù per il pendio, con un impatto che sarebbe stato lo stesso tremendo. La dinamica è comunque al vaglio dei carabinieri del nucleo radiomobile di Pavullo, che hanno effettuato i rilievi, mentre l’auto è stata recuperata dai vigili del fuoco e posta sotto sequestro dal pm Enrico Stefani. La salma è stata invece portata in Medicina legale.
La notizia dell’incidente ha suscitato subito grande cordoglio in giro, perché Castellari era conosciutissimo: aveva fatto per una vita l’autista Atcm e oltre che nella banda di Riccò suonava il sax anche in quelle di Prignano e Sassuolo. Era cugino del generale Vincenzo Castellari, capo del Comando Reclutamento e Forze di Completamento della regione Emilia Romagna. Lascia la moglie, un figlio e una figlia.
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