«Padre Amorth, tanta fede ed esorcismi rigorosi»
Don Gregorio Colosio, già parroco in San Pietro, parla del sacerdote scomparso «Ha liberato dal demonio tanti modenesi che ancor oggi gli sono riconoscenti»
Un’amicizia durata 65 anni, feconda di interessi e attenzioni quella tra padre Gabriele Amorth e don Gregorio Colosio. Il legame tra l’anziano sacerdote modenese, esorcista ufficiale del Vaticano, scomparso venerdì sera a 91 anni, e l’ex parroco di S.Pietro, è nato proprio nel convento che ospita i Benedettini.
Nel cuore della città, a una manciata dall’unica chiesa rinascimentale della città, quello che diventerà il più famoso combattente contro Satana, padre Amorth ha mosso i primi passi nella casa di famiglia in corso Adriano. E così pure il giovane religioso che, appena adolescente e con la tonaca da quando aveva 11 anni, riconobbe in lui il maestro.
«È stato un grande religioso, la sua ricchezza spirituale l’ha riversata a chiunque gli è stato vicino e ha saputo capirlo - dice oggi don Gregorio, 78 anni, che ha lasciato l’incarico di responsabile della parrocchia e si dedica all’assistenza dei malati - L’ho conosciuto nel ’61, quando muovevo i primi passi nell’Ordine religioso a cui appartenevo e lui, quando era a Modena e veniva a trovare la famiglia, non mancava mai alla messa in S.Pietro. In lui ammiravo la saggezza e la combattività, unita a una conoscenza della dottrina cristiana di rara profondità. Era appassionato degli studi sulla Madonna, dal punto di vista storico e teologico».
Quindi non è un caso se è diventato il direttore della rivista “Madre di Dio”
«Certo, non si è mai tirato indietro quando si è trattato di combattere con la penna e con la parola, con la predicazione. È stato autore di molti libri e solo alcuni riguardano la sua attività di esorcista».
Che sono poi quelli che gli hanno dato maggior fama
«È così, ma il suo impegno come esorcista ufficiale è nato nell’83, con il cardinale Poletti che lo esortava a impegnarsi. Di fatto è diventato esorcista ufficiale in Vaticano nel 1986. Ma anche a Modena ha operato in questo senso».
Da Roma a Modena sempre inseguendo il Maligno?
«Che dire? Era talmente noto che quando veniva a Modena la sua presenza, attraverso il passaparola, attirava un gran numero di persone. Ed era ovvio che la chiesa di S.Pietro, la parrocchia, diventassero il terminale di tanti casi umani che si rivolgevano a noi per avere un appuntamento con lui».
Tutti indemoniati?
«No, nella grande maggioranza dei casi si trattava, e si tratta, di persone con disturbi psicologici, anche pesanti. A noi sacerdoti tocca sempre stare sul chi vive, dobbiamo fare i conti anche con questa realtà.
Ma padre Amorth ha compiuto esorcismi reali anche a Modena e con dei modenesi?
«Sì, prima degli anni ’80. Successivamente gli impegni romani e l’età avanzata non glielo hanno più permesso. Ancora oggi ci sono persone che sono state, per così dire, liberate da lui per la presenza di Satana e che telefonano riconoscenti».
Satana e gli esorcismi però sono una materia sulfurea. Anche nella Chiesa da decenni c’è una contestazione strisciante, e a volte aperta, su queste pratiche
«Sono riconosciute dalla Chiesa, dal suo magistero, e chi opera in questo campo è sotto stretto controllo dell’autorità ecclesiastica».
Sarà forse per questo che in un trentennio l’Associazione Internazionale degli esorcisti, fondata proprio da padre Amorth, è passata da 18 a 300 sacerdoti. «È Satana che deve avere paura di me - ha ripetuto spesso - Io pero nel nome del Signore».
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