Peter Sloterdijk a Festival Filosofia L’essenza dell’esercizio una tensione verticale all’interno dell’uomo
L'aspettativa era alta e lui Peter Sloterdijk non ha tradito le attese. Nella sua lectio il filosofo e saggista tedesco ha parlato degli “esercizi sportivi” e ha permesso al pubblico presente in...
L'aspettativa era alta e lui Peter Sloterdijk non ha tradito le attese. Nella sua lectio il filosofo e saggista tedesco ha parlato degli “esercizi sportivi” e ha permesso al pubblico presente in Piazza Grande di viaggiare tra le usanze dello sport a partire dall'antichità, dal periodo greco. Un racconto nella storia che ha viaggiato tra l'era micenea e le guerre arcaiche dell'aristocrazia. «Nell’ottavo secolo ci fu un cambio di mentalità in Grecia che andò di pari passo ad un cambiamento strutturale» ha sentenziato Peter Sloterdijk.
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«I greci fecero in modo che dall'arroganza venisse prodotta una ambizione politica, quindi una sorta di reattore all'interno della quale le arroganze umane potessero essere trasformate verso l'eccellenza della società». Questo avvenne in un’epoca in cui i valori aristocratici venivano celebrati nell'Iliade e dove anche un guerriero come Achille veniva presentato come colui che era il migliore. «Nei giochi di Atene - ha spiegato Peter Sloterdijk - il premio, che era il simbolo consegnato a chi era riuscito ad imporsi al di fuori di un contesto militare mostrando la sua eccellenza, consisteva in una coroncina. Nell'epoca d'oro dello sport greco si lottava per un simbolo e l'obiettivo era la vittoria» ha commentato il filosofo che ha proseguito «In Grecia c'era solo un primo posto e tutti gli altri facevano parte della categoria dei perdenti. Poi sono arrivate le medaglie del secondo e terzo posto, ma sono state pensate per umanizzare la vittoria». Nella sua lettura antropologica Sloterdijk ha mostrato come le differenze connesse al potere e al privilegio si siano trasformate in performances di auto elevazione, decretando il successo dell'allenamento sportivo nella tarda modernità. Sloterdijk ha parlato di tensione verticale presente all'interno dell'uomo che consiste in una ricerca interiore della forza di modo che l'uomo diventi superiore, ma allo stesso tempo inferiore a se stesso: «la filosofia è il tentativo dell'uomo di convincere l'uomo a svolgere questo sviluppo interiore e così è stata scoperta l'essenza dell'esercizio». Una lezione seguitissima penalizzata però da problemi legati alla traduzione che hanno provocato malumore tra il pubblico intenzionato a seguire Sloterdijk all'interno della Chiesa San Carlo.
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