Vegetti Finzi a Festival Filosofia: il bullo un debole che butta i suoi difetti sull’altro
La piaga di quello online e l’alcol che scioglie la coscienza Ipercontrollo o troppo permissivismo non fanno crescere
SASSUOLO. Sono anni di paura, spiega Silvia Vegetti Finzi chiamata al festival in piazza Garibaldi a Sassuolo, per parlare di bullismo. «Problema molto complesso, più di quanto si creda, che interroga la nostra capacità di educare, di convivere. È una pratica crudele, che è sempre esistita, commisurata a ambienti diversi e situazioni personali. Nella società patriarcale gli atti di bullismo erano l'esito di un'educazione autoritaria e punitiva. I figli inconsciamente restituivano ad altri quello che avevano subito dagli adulti. Nella famiglia attuale, affettiva e permissiva, le dinamiche non possono essere queste». Il fenomeno dipende dall'interazione di tanti fattori e il terzo millennio ha portato tali cambiamenti da lasciarci ulteriormente spaventati e confusi. D'altra parte i nostri ragazzi hanno una visione della società tutta diversa dalla nostra, il lavoro non è certo, le ambizioni sono cambiate, il futuro si è fatto scuro, la competizione è sempre più dura, l'ascensore sociale è fermo da un decennio». «La famiglia non è più fondata sulla coppia ma sui figli. È per difenderli che la famiglia è diventata inclusiva, iper-protettiva, sostitutiva. Le aspettative familiari superano le capacità del ragazzo, travolto da senso di inadeguatezza. Il bullismo è uno dei frutti velenosi che noi adulti inviamo ai giovani. Diciamo loro di battersi per l'affermazione, ma non abbiamo noi stessi fiducia nel futuro». Il bullismo nei bambini non è intenzionale, e vengono comunque indirizzati con l'educazione a capire il giusto e sbagliato. «Con la pubertà sempre più anticipata invece - spiega la psicologa - l'aggressività si fa mirata e subdola. Avviene una metamorfosi anche fisica. Il ragazzo si interroga sulla sua identità, si stacca dalla famiglia e si vede diverso, si costruisce un suo ideale, ricavato spesso dalle suggestioni dei mass media e dalla rete. Il bullo è un debole che non accetta i propri difetti e inadeguatezze buttandole fuori di sé e sugli altri». Il primo obiettivo che viene preso di mira è l'aspetto fisico. Vengono evidenziati anche piccoli difetti, look inadeguati o non omologati: «Si punta a un ideale di maschio o femmina perfetta. I più desiderati non hanno nulla dei valori precedenti, inculcati dalla scuola e dalla famiglia. È molto disorientante. Incapacità di accettare l'omosessualità, un'inquietante frequenza di bullismo anti-femminile. Forte anche l'influenza dell'abuso di alcolici sempre più frequente anche a basse età, nell'alcool si scioglie la coscienza morale». La novità è il cyber bullismo, che l'ha diffuso e potenziato. Le persecuzioni e le immagini compromettenti possono ora essere diffuse in modo illimitato. L'eccessiva incombenza dei genitori, così come la loro eventuale assenza, sono causa di questi atteggiamenti violenti: «Eccessivo controllo o eccessivo permissivismo per quieto vivere non fanno crescere i ragazzi. Hanno bisogno di qualche trasgressione sana e costruttiva, se eccessivamente ingabbiati svoltano verso trasgressioni distruttive. Ce la possono fare solo incoraggiati a navigare verso l'ignoto».
Gabriele Bassanetti
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