Boschi, appello per il Sì ma la platea non si scalda
Più applausi per i paracadutisti di Franco Zavatti che per il ministro delle Riforme In serata incontro con Delrio. Oggi ultimo giorno: si parla di giustizia e di doping
Fioccano applausi a Ponte Alto. Sono le 18 ed è attesa Maria Elena Boschi. Gli scrosci non sono per lei, ma per tre paracadutisti che piovono dal cielo. Tra loro Franco Zavatti, responsabile legalità della Cgil. «Dall’alto vedi una Festa che ti si avvicina - racconta il sindacalista - e tanti bei colori. Avverti emozione, tensione».
Tensione si avverte a terra. Al Pala Conad le persone sono controllate con un metal detector. Sono circa duecento alla fine. Trovare un under 30 è come individuare l’ago nel pagliaio. L’appeal del ministro per le Riforme costituzionali perde il confronto con altri eventi di una domenica pomeriggio di sole e calcio.
Boschi arriva alle 18.43, accompagnata da battimani timidissimi. Molto più alti i decibel per un plauso ai volontari e ai settant’anni del voto alle donne. L’ospite parla dalle 18.51 alle 19.19. In ventotto minuti colleziona due applausi. «Si poteva fare di più? È un alibi per chi ha promesso per mesi», vale il primo. «La scelta è se vogliamo approvare una riforma di cui si discute da trent’anni - afferma il ministro, guadagnandosi il secondo - o pensiamo davvero che chi in trent’anni non è riuscito a fare una riforma ci riuscirà nei prossimi sei mesi?». Rispetto al monologo di Bosco Albergati, il ministro entra molto di più nel merito della riforma costituzionale. Cita (come fatto giovedì dal premier Matteo Renzi) il testo del quesito referendario. Afferma che «non permetterà di approvare più leggi, ma di avere leggi che servono nei tempi in cui servono». Infine, un auspicio: «Vorrei che tutto il Pd si ritrovasse nel “sì”». Appena due giorni prima era arrivato un forte “no” al testo da Bersani. Ma i presenti stanno con Boschi. «Bersani non dovrebbe parlare - critica Giovanni Beneventi - siamo al governo e non dobbiamo farlo cadere». «La disunione fa molto male - aggiunge Giuseppe - purtroppo non c’è un’alternativa a Renzi». Trento Zoboli dà ragione al premier: «È la nostra forza». «Un tempo votavo Bersani - dice Liliana Leonardi - ma ora voterò Sì».
In serata giunge il ministro Graziano Delrio. L’ex sindaco di Reggio gioisce per il “2” nel derby Modena-Reggiana e riceve un progetto da Maino Benatti, sindaco di Mirandola. «È per la nostra tangenziale», spiega. «Il nuovo codice sugli appalti prevede progetti più di qualità - rimarca Delrio - con l’accreditamento delle ditte, la lotta alla corruzione, recepisce le direttive europee».
Oggi, ultimo giorno della Festa Pd, ospite il ministro della Giustizia Andrea Orlando. In programma anche un incontro sulla lotta al doping con Alessandro Donati, l’allenatore di Schwazer. Alle 23 fuochi artificiali.
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