“Crea”, grazie alla Lipu il parco ripulito dai rifiuti
Rustichelli: «I nostri volontari hanno lavorato dieci mesi per renderlo fruibile» 15mila metri riconsegnati alla città. Il Comune gli ha affidato la gestione
Il progetto di parco della Lipu (la Lega per la protezione degli uccelli), nell’area ex Crea, di fronte al club Giardino a Cibeno, ha finalmente visto la luce ieri. «È stato, in effetti, rallentato a causa dell’enorme quantità di rifiuti che abbiamo dovuto raccogliere nel sottobosco - spiega Daniela Rustichelli, responsabile Lipu di Carpi - sono occorsi dieci mesi affinché i volontari ripulissero l’intera area». Lo spazio, circa 15 mila metri quadrati a bosco, di proprietà del Comune, non è ancora stato ufficialmente inaugurato, ma ieri la Lipu nazionale ha fatto richiesta perché fosse inserito nell'ambito di “Tutti in Natura”, iniziativa nazionale di apertura di tutte le aree verdi con il fine di educare le persone a vivere più tempo all’aperto, cosicché acquisiscano il senso della custodia degli ambienti naturali. «Abbiamo fatto richiesta al Comune per potere gestire questa area quattro anni fa - continua Daniela - e, da un anno, abbiamo avuto il consenso definitivo. È stato necessario lavorare molto per renderla il più fruibile possibile al pubblico». Conosciuta come Crea, Centro Riproduzione Essenze Autoctone, ora l'acronimo ha acquisito il nuovo significato di Campo Ritrovato delle Essenze Autoctone. Dagli anni ’90 e fino a dieci anni fa, una cooperativa vi ha svolto esperimenti di riproduzione di essenze autoctone arbustive e arboree, ma dal 2000 l'area è rimasta abbandonata e le piante mai più curate. «Esse sono rigorosamente autoctone – spiega Daniela - si tratta di meli, peri, ciliegi e piante tipiche del territorio originarie, con cultivar introvabili e rare: si tratta di varietà di un tempo, che ora non si trovano più, riprodotte in modo sperimentale. Temevamo che, rimanendo in condizioni di degrado, il Comune potesse decidere di costruirvi sopra: da qui la nostra richiesta di occuparcene, nonostante si possa contare su poche forze – una decina di iscritti – e solo sui contributi provenienti dalle donazioni». Il parco non è definito oasi, poiché situato in un'area urbana, ma è comunque un terreno di riequilibrio rinaturalizzato, dove la fauna può ricoverarsi e rifugiarsi liberamente. In primavera, avviene la nidificazione degli uccelli, un laghetto di cui è prevista la riqualificazione viene riempito naturalmente dall’acqua piovana ed è in previsione la piantagione di nuove specie autoctone. «Puntiamo sul fattore educativo, nel proporla alla cittadinanza - continua - perché ne abbia cura e se ne riappropri. Per questo abbiamo, tra gli obiettivi, quello di collaborare con le scuole: chi ama un posto, lo rispetta e se diventa un luogo del cuore, viene adottato da tutti». Il prossimo anno il parco verrà inaugurato ufficialmente e prenderanno il via visite guidate su prenotazione. Saranno esposte chiaramente alcune regole di rispetto dell'ambiente. «Quando le persone vengono educate - conclude Daniela - diventano più civili».
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