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«Quel contributo non è dovuto»

di Alfonso Scibona
«Quel contributo non è dovuto»

Bargi della Lega contro il pagamento del Consorzio Bonifica dell’Emilia richiesto ai sassolesi

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Continuano a fare discutere i nuovi "Piani di classifica" dei consorzi di bonifica senza reali benefici ai cittadini di Sassuolo e Fiorano o di alcuni centri della provincia di Reggio Emilia. A tantissimi cittadini non va giù questo nuovo balzello ed alcuni di essi si sono già appellati per capire se fosse in qualche modo possibile ricorrere e non pagare. Anche se, giunti in questa fase, sarà difficile. Si interessa di questo anche la Lega Nord, che stenta ad accettare questo tipo di intervento.

«Sono 37mila le missive recapitate ai cittadini della provincia reggiana e anche ai comuni modenesi - ha commentato ieri il consigliere regionale sassolese della Lega Nord Stefano Bargi - che per la prima volta saranno chiamati a contribuire al Consorzio di bonifica dell'Emilia centrale. Aldilà del fatto che i consorzi sono stati obbligati dalle normative ad emanare questi nuovi piani di classifica, vorremmo capire che benefici idraulici avranno, ad esempio, i cittadini di Sassuolo».

«Stando a quanto comunicato dal Comune di Sassuolo - continua - il Consorzio non ha aumentato il proprio gettito, ma soltanto modificato la ripartizione delle quote spettanti, in questa operazione, che però è mancata da un altro punto di vista e, più precisamente, in merito alla capillare campagna informativa che il Consorzio aveva raccomandato, nell'ormai lontano marzo di un anno fa. Aldilà del discorso sulla gradualità e le forme di perequazione che si dovevano accompagnare al tributo vorrei capire perché questa informazione al cittadino non sia stata data in modo adeguato. Inoltre, la giunta regionale deve spiegare quali benefici, in materia idraulica, abbiano avuto i cittadini di Sassuolo e degli altri centri coinvolti. Nel caso in cui questi benefici non vi siano, chiediamo quali urgenti misure la Regione intenda adottare, per impedire che i cittadini di Sassuolo e altri centri coinvolti si trovino nelle condizioni di dover pagare un contributo non dovuto».

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