Castello: strada asfaltata Sovrintendenza scavalcata
Sestola. Malnati: «Il Comune non ha fatto richiesta, vogliamo delle spiegazioni» Il sindaco: «Lavori fatti per la sicurezza, ma se ci dicono di toglierlo lo faremo»
SESTOLA. Non è giunta alcuna comunicazione preventiva dal Comune alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per l’intervento che ha portato giovedì all’asfaltatura di via della Rocca, la principale strada d’accesso al castello. Lavori che hanno fatto e stanno facendo molto discutere, perché il manto, oltre ad essere stato calato pressoché su tutta la strada (a parte una cinquantina di metri finali), è arrivato per diverse decine di metri anche dentro la cinta muraria, arrestandosi in mezzo alla pineta che circonda gli edifici storici.
Operazione fatta per la sicurezza, ha giustificato il sindaco Marco Bonucchi, perché la strada bianca, pur chiusa al traffico, era diventata pericolosa per il trenino che porta i turisti e gli altri mezzi autorizzati. Sfregio paesaggistico per l’opposizione, che sia con Sestola Civica che con il Movimento 5 Stelle ha dato battaglia informando Soprintendenza, Italia Nostra e Corpo Forestale.
In attesa degli sviluppi, il soprintendente Luigi Malnati, insediatosi a giugno, sentito il funzionario di zona, mette in luce l’assenza di informativa prima di lasciare campo alle macchine: «Nessuna richiesta di autorizzazione ci è giunta dal Comune di Sestola - sottolinea - dovremo pertanto chiedere spiegazioni sull’intervento, ormai praticamente concluso, e valuteremo i provvedimenti del caso».
Il quadro dell’area è complesso: come noto, il castello è di proprietà del Comune di Modena, ma gestito da quello di Sestola. Essendo un bene di antichissima origine (si parla addirittura del 753 d.C., secondo il longobardo Diploma di Astolfo), poi a seguito di distruzione rifatto a metà del ’500, è ovviamente sottoposto a vincoli sia architettonici che di contesto per l’area che lo circonda. Pare che il regime di tutela si estenda in senso stretto fino alla cinta muraria. Nel qual caso, l’asfaltatura della strada comunale non poteva prolungarsi oltre il portale e forse andava discussa anche nel tratto precedente, che in fondo attraversa lo stesso parchetto.
Ai tecnici ora i chiarimenti di competenza. Se non lo avevano fatto prima, quelli del Comune hanno scritto ieri mattina a Bologna spiegando alla Soprintendenza le ragioni dell’operazione. «Abbiamo agito per la sicurezza - rimarca il sindaco - ai turisti dobbiamo garantire una strada percorribile dal trenino senza rischi. E poi c’era anche un problema cronico di ghiaia che, a seguito del maltempo, scivolava sempre giù, con ripercussioni sulle case a valle. E avevamo pensato in prospettiva anche ad assicurare un transito migliore in vista dei lavori di riqualificazione del castello. Adesso l’informativa alla Soprintendenza è partita, e ci aspettiamo un suo sopralluogo per valutare la situazione. Poi faremo quello che ci dicono, ovviamente: se ci ordinano di togliere l’asfalto, in parte o tutto, lo toglieremo».
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