Ospedale, i dubbi restano Niente soldi all’antisismica
Mirandola. La Regione: «Danni limitati, non serve arrivare al 60% di sicurezza» L’Ausl vorrebbe altri fondi mentre la fusione con Carpi costerebbe cento milioni
MIRANDOLA. Adeguamento sismico al 60% per l’ospedale Santa Maria Bianca? Sì, in alcuni corpi specifici e solo con ulteriori finanziamenti. Queste le risposte dell’amministrazione, Regione e Ausl all’interrogazione presentata dai gruppi consiliari di opposizione che hanno chiesto delucidazioni in merito alla questione del miglioramento sismico della struttura. A quanto pare la normativa vigente non prevede l’obbligo di adeguamento al 60% su strutture lesionate lievemente (livello B) come nel caso dell’ospedale e quindi, senza un obbligo che impone i lavori di adeguamento, la scelta spetta agli amministratori.
Un consiglio comunale convocato su richiesta di alcuni consiglieri comunali dell’opposizione, tra cui Cinque Stelle e Forza Italia, capitanati da Nunzio Tinchelli e Antonio Platis per chiedere delucidazioni sul presunto miglioramento sismico al 60% dell’ospedale.
Platis chiede il perché non è stato raggiunto l’obiettivo del miglioramento e se questo è un traguardo raggiungibile: «Sono stati investiti oltre 25milioni sulla ricostruzione e adesso non sappiamo se si può raggiungere un adeguamento? Cosa è stato fatto allora con quei soldi?». Se anche l’adeguamento fosse raggiunto non sarà però per tutto l’ospedale ma solo per due padiglioni, a quanto sostiene l’amministrazione e l’Ausl. Le uniche priorità sarebbero il padiglione 2, che fa parte della vecchia struttura ospedaliera e che attualmente ospita il Day Hospital, alcuni ambulatori e fisioterapia e il numero 8, dove ci sono i reparti. Per tutti gli altri, non si sa come e se si interverrà.
«È noto a tutti quello che è stato fatto in questi anni - controbatte il capogruppo di maggioranza Enrico Dotti - a partire dalla pubblica amministrazione. Sappiamo bene che l’obiettivo del 60% si porterà a casa per i corpi strategici quindi non è vero che si vuole chiudere, anzi».
Ma le domande e i dubbi arrivano anche da Tinchelli che chiede anche i certificati di agibilità degli edifici del paese e una sicurezza che, a quanto sostiene, attualmente non è garantita: «L’ospedale non garantisce la sicurezza, la risposta tra l’altro alla nostra interpellanza è arrivata solo due ore fa per mail quindi per noi è difficile. Si parla solo di due padiglioni e negli altri?».
Domande che per adesso non trovano risposte neanche dopo l’intervento di Massimo Annicchiarico, direttore dell’Ausl di Modena che sostiene il raggiungimento dell’adeguamento del 60% ma solo con ulteriori finanziamenti: «Non abbiamo rinunciato al raggiungimento del 60% e questo può avvenire con una struttura commissariale che ci consenta di capire se possiamo accedere ad alcuni finanziamenti». La Regione anticipa tra le righe un “no” a nuovi fondi e intanto trapela che per il famoso ospedale baricentrico tra Mirandola e Carpi servirebbero cento milioni di euro...
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