Sicurezza sul lavoro: «Anche a Modena situazioni gravi»
Un centinaio di persone alla manifestazione per ricordare l’operaio ucciso. Franchini: «I costi sono il primo problema»
MODENA. «Il lavoro a Modena? È una polveriera». A parlare non è un rappresentante sindacale, ma un’imprenditrice. Le parole di Cinzia Franchini, presidente di Cna-Fita, sono un monito a riflettere. La donna le ha pronunciate ieri pomeriggio durante il presidio in piazza Torre. Erano circa cento le persone giunte a ricordare Abd Elsalam Amhed, lavoratore egiziano ucciso durante un presidio davanti a un’azienda piacentina.
«Il tema principale è il costo - ha spiegato Franchini - quando un imprenditore sul mercato si trova a dover competere con prezzi particolarmente più bassi di altri utilizza magari si rivolge a lavoratori di altri Paesi, a condizioni economiche più vantaggiose delle nostre».
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Come si potrebbe intervenire? «Serve un’armonizzazione dei costi per tutti - ha risposto l’intervistata - oppure gli imprenditori faranno scelte differenti. Ciò non perché siano cattivi o perché vogliono sfruttare, ma perché vogliono stare sul mercato». Resta il problema irrisolto delle cooperative spurie, definite «un mezzo per abbassare i costi». L’altro ieri il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio ha tenuto un discorso a Ponte Alto sul nuovo codice degli appalti. «Vedremo alla prova dei fatti se ha ragione il ministro», il commento di Franchini. Intanto, è giunta una nuova bocciatura degli appalti al massimo ribasso. C’è di più: «la soluzione non è dietro l’angolo».
Non sarebbe sufficiente applicare i contratti di lavoro? «Non basta», ha commentato l’imprenditrice. La Cgil ha portato numerosi rappresentanti. «Il lavoro è poco sicuro anche a Modena - ha sottolineato Mara Mellace, segretario cittadino della Flc - infatti dobbiamo chiedere una maggiore attenzione al tema. Sulla carta c’è, ma non si rispetta: ciò è gravissimo». Sulla carta ci sono, ma mancano in realtà gli insegnanti nelle scuole modenesi. «Il provveditore Silvia Menabue sta lavorando molto - ha riconosciuto Mellace - per sistemare una situazione fortemente deficitaria. Alcuni docenti a breve lasceranno le cattedre provvisorie e ciò potrebbe aggravare la situazione. Sono state messe in calendario le nomine a tempo determinato, ma i tempi non sono brevissimi. La prospettiva di ottanta docenti di sostegno da nominare è particolarmente preoccupante: così non viene garantito il diritto all’integrazione». «Ogni volta che arriva un nuovo insegnante vanno riordinati tutti gli orari», ha denunciato Francesco Martinelli in rappresentanza della Rete degli Studenti. I giovani credono ancora al lavoro? «Sì, nonostante tutto», ha risposto lo studente. «Occorre garantire il sacrosanto diritto di manifestare - ha detto Bosi - in difesa dei propri diritti. Il modello di concertazione avviato dal presidente della Provincia (Gian Carlo Muzzarelli), come nella vicenda Castelfrigo, ha prodotto buoni risultati».
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