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Stangata sui rifiuti tessili: «Le bollette raddoppiate»

di Rino Filippin
Stangata sui rifiuti tessili: «Le bollette raddoppiate»

Cna e Lapam: «Sorpresi da questo aumento, Aimag valuti correttivi alla tariffa altrimenti la filiera produttiva è a rischio». C’è chi ha chiesto preventivi a Hera

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«È stata una brutta sorpresa per tutti: bollette dei rifiuti così salate davvero non ce le aspettavamo».

È il coro delle aziende tessili che si occupano del taglio dei tessuti. Una situazione che allarma, e non poco, perché si parla di incrementi di oltre il cento per cento. Ecco una testimonianza: «Nel 2015 - dice Marco Gasparini titolare della ditta “Ribelle” di Cibeno Pile - abbiamo messo a bilancio 1270 euro di spesa per le fatture pagate ad Aimag. A luglio 2016, nella bolletta semestrale, ci è stato presentato un conto di 2500 euro. Se la prima rata è di questa entità, significa che complessivamente andremo a spendere almeno il triplo rispetto all’anno scorso. Una spesa simile - continua - non è sostenibile sul lungo periodo. Per questo motivo ho già chiesto a Hera di farmi un preventivo nel caso decidessi di affidare il servizio a loro. Proposte alternative da Aimag? Al momento non ne ho ricevute, ma se dovessero arrivare le valuterò con attenzione».

La preoccupazione degli addetti ai lavori ovviamente è arrivata sul tavolo delle associazioni di categoria. «Aimag - commenta Barbara Bulgarelli, responsabile locale di Cna - deve avere un occhio di riguardo per la categoria. Chi si occupa di taglio tessile appartiene alla filiera della moda, oggi a Carpi molto fragile per motivi ben noti, come ad esempio la concorrenza sleale e la delocalizzazione delle imprese che realizzano i capi finali. Imporre tariffe eccessive ai laboratori di taglio - conclude Bulgarelli - in molti casi significa spingerle a chiudere i battenti».

Il punto è che i ritagli tessili appartengono alla categoria dei rifiuti indifferenziati e di conseguenza finiscono nel cassone i cui svuotamenti hanno un costo sensibile. Fino all’anno scorso invece questo genere di rifiuti finivano, come consentivano le norme, nei cassonetti lungo le strade con un grande risparmio economico per le aziende. Ciò che chiedono ad Aimag imprese e associazioni di categoria è di rivedere i criteri di calcolo dei costi per l’indifferenziato tessile.

«A questo proposito - aggiunge Carlo Alberto Medici, dirigente di Lapam - sarebbe auspicabile un incontro di chiarimento con Aimag al fine di verificare come ridurre la tariffa attualmente davvero elevata per le aziende che stanno vivendo da anni momenti economici molto critici».

Va poi detto che Aimag, in questa situazione, rischia anche di perdere utenti. Alcune aziende del settore tessile infatti ci hanno riferito di essersi già rivolte ad altre società di raccolta rifiuti al fine di ottenere prezzi meno “salati” rispetto alla multiutility carpigiana.

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