Vende la casa, non pagano e non riesce più a riaverla
FORMIGINE. «Riuscirò ad avere le chiavi di casa mia prima di morire?». C’è rabbia nelle parole di una donna formiginese. La signora ha attraversato cambiamenti importanti negli ultimi cinque anni....
FORMIGINE. «Riuscirò ad avere le chiavi di casa mia prima di morire?». C’è rabbia nelle parole di una donna formiginese. La signora ha attraversato cambiamenti importanti negli ultimi cinque anni. Innanzitutto, è passato a miglior vita il marito. A febbraio 2013, come ha sostenuto in tribunale, ha smesso di ricevere le rate per la vendita della casa. Si tratta di una villetta a schiera nella frazione di Colombaro. Due anni prima, il 15 maggio 2011 per l’esattezza, ha ricevuto 35mila euro di acconto per il compromesso di vendita. Dall’altra parte del tavolo due privati. «Saremmo dovuti arrivare a rogito ad agosto 2015 - denuncia l’intervistata - ma ciò non è mai successo. La loro ditta è fallita e hanno smesso di pagare. A quel punto non si sono più fatti vedere». Nel frattempo, la situazione è cambiata in peggio. «Sono in affitto a Formigine - riprende la donna - e pago ancora l’Imu per la vecchia casa, in cui non soltanto non vivo, ma non posso nemmeno rientrare. Vivo da sola con la pensione di reversibilità di mio marito. Le chiavi le ho consegnate al momento della compravendita. Non ho ricevuto che appena una parte dei 750mila euro che avremmo dovuto percepire da contratto». Il passaggio alle vie legali è stato quindi inevitabile… e comporta spese. Soprattutto, comporta lunghe attese, a volte inconciliabili con chi domanda risposte puntuali. «Due anni dopo abbiamo avuto udienza - spiega la formiginese - ma poi il giudice è stato trasferito a Bologna. Quindi ne è arrivato un altro. Ho chiesto di parlare con lui, ma non mi ha voluto ricevere. A marzo di quest’anno c’è stata l’ultima tappa di questo processo: aspettiamo ancora la sentenza». Dal racconto s’evince che sono cambiate anche le condizioni dello stabile. «Dovrò anche rimettere a posto la situazione all’interno e all’esterno - puntualizza la donna - perché mi risultano danni. La cucina è stata smontata e portata in cortile, sul tavolo ci dormiva anche un cane! Mio suocero ha fatto tanti sacrifici per fare questa casa e non riesco nemmeno a usufruirne! Mi dovrebbero pagare i danni, ma se non hanno un centesimo per pagare come faccio?».
Nel mirino i tempi della giustizia italiana e un’attesa che le appare vergognosa. «La burocrazia in Italia è incredibile - conclude la donna - e intanto continuo a pagare oltre duemila euro all’anno di Imu». (g.f.)
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