Aimag, no alla tariffa ridotta per gli scarti di tessuti sintetici
Nulla da fare: per Aimag è impossibile riformulare (e quindi ridurre), le tariffe per le aziende che producono rifiuti tessili, soprattutto dunque aziende di taglio. «Negli incontri avuti...
Nulla da fare: per Aimag è impossibile riformulare (e quindi ridurre), le tariffe per le aziende che producono rifiuti tessili, soprattutto dunque aziende di taglio.
«Negli incontri avuti recentemente con Lapam e Cna - spiega Aimag - si è discusso modalità da adottare nei confronti delle aziende tessili. È importante evidenziare che l’aumento della tariffa non riguarda tutte le aziende del tessile ma è un fenomeno più circoscritto: si tratta delle aziende del taglio, che producono per lo più scarti di tessuto sintetico e che hanno grande produzione di rifiuto, che per tipologia merceologica è rifiuto indifferenziato e quindi senza possibilità di recupero».
«Ricordiamo infatti - spiega ancora la multiutility - che le aziende che producono taglio tessile da tessuti naturali (o anche sintetico ma solo di colore bianco) possono conferire i rifiuti nei centri di raccolta dove un’azienda marchigiana, con cui Aimag ha stretto un’importante collaborazione da qualche anno proprio per indirizzare al recupero questi materiali, procede al loro ritiro e al loro riutilizzo per la produzione di tessuti per interni delle automobili. Non ci sono invece, al momento, sul mercato possibilità di recupero per i tagli da tessuti sintetici che quindi possono andare solo a smaltimento e vengono dunque tariffati per questa tipologia. Nel corso degli incontri con le associazioni Aimag ha ricordato da fine agosto, alle aziende che non possono conferire i rifiuti ai centri di raccolta, sono state avanzate proposte commerciali che prevedono eventuali raccolte ad hoc e altri servizi che consentirebbero un maggior risparmio».
«Aimag - continua l’azienda - resta in attesa di eventuali riscontri su queste modalità proposte alle aziende. Non è invece praticabile, da parte di Aimag in qualità di gestore, l’elaborazione di tariffe diverse solo per queste tipologie di aziende perché il sistema di calcolo della tariffa in vigore dal 1 gennaio 2016 applica il calcolo della tariffa in base alla produzione dei rifiuti effettivi, secondo il principio che chi più produce rifiuti, più paga. In via generale le aziende che riscontrano un aumento della tariffa sono quelle che, con il precedente metodo di calcolo, basato sulle superfici degli immobili erano favorite dalla loro piccola dimensione (senza considerare la effettiva produzione di rifiuti;) con il nuovo sistema puntuale di calcolo la superficie degli immobili pesa per una percentuale molto bassa sul calcolo totale della tariffa mentre incide prevalentemente la quantità dei rifiuti prodotti».
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