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Beve liquido per wc: bimba modenese gravissima

di Carlo Gregori
Beve liquido per wc: bimba modenese gravissima

Soccorsa a Modena, poi ricovero in Rianimazione pediatrica a Bologna in condizioni critiche. La polizia analizza il flacone

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MODENA. Anche se non corre pericolo di vita, sono molto serie le condizioni di una bimba di un anno che ha bevuto liquido per la pulizia del wc trovato nella casa dove vive con i genitori, una coppia tunisina che abita a Modena. La piccola è ricoverata in Rianimazione pediatrica al Sant’Orsola di Bologna: per due o tre giorni i medici non scioglieranno la prognosi: c’è ancora il rischio che la sostanza che ha ingerito possa perforare lo stomaco o l'intestino.

Al Sant’Orsola la neonata, che ha 13 mesi, è arrivata sabato dal Policlinico di Modena, dove i genitori l’avevano portata il giorno precedente, subito dopo l'incidente in casa.

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Avevano portato anche la bottiglia dalla quale la figlia aveva bevuto: un contenitore anonimo nel quale la madre, a quanto si apprende, aveva diluito con acqua un liquido per la pulizia del water acquistato in Tunisia. Circostanza che ha reso particolarmente difficile individuare il tipo di sostanza tossica ingerito: un mistero risolto dalla Polizia Scientifica di Bologna. Sul caso la Procura di Modena ora sta svolgendo accertamenti: per adesso non sono state mosse ipotesi di accusa verso i genitori.

Il caso ha raggiunto il suo punto critico venerdì quando i genitori hanno portato la piccola al pronto soccorso pediatrico. Hanno spiegato ai medici che vomitava spesso e stava male. Il personale del pronto soccorso l’ha stabilizzata con i rianimatori. Le sue condizioni erano gravi. Data la delicatezza del caso si è deciso di portare la bimba a Bologna: al Sant’Orsola è infatti attiva una unità di terapia intensiva pediatrica specializzata anche in questi interventi.

Sabato l’ambulanza ha portato la bambina al policlinico di Bologna dove è stata subito intubata e sottoposta a terapie particolari. Non era chiaro quale liquido avesse ingerito: la madre non era in grado di dire cosa contenesse il falcone del liquido per la pulizia dei wc comperato in Tunisia. Non solo: si è purtroppo scoperto che il policlinico di Bologna non ha una convenzione con l’Università per far sottoporre ad analisi chimica il liquido corrosivo e quindi arrivare a identificarlo con esattezza. Per questo motivo, la sostanza ingerita è rimasta per ore un mistero. I medici hanno potuto solo intuirla affrontando il caso con una terapia mirata ma ovviamente in parte ipotetica. Per fortuna la Questura di Bologna ha preso in mano la questione del liquido ingerito. Con un’auto di pattuglia ha fatto consegnare il flacone alla Scientifica che ha svolto analisi e nell’arco di poche ore si è chiarito di che sostanza si trattava. Subito è partita una telefonata per il policlinico bolognese e i medici hanno così potuto affrontare più serenamente la cura della bambina.

La terapia è stata impostata principalmente in difesa delle vie aeree superiori permettendo così una corretta respirazione al corpicino.

Sulla prognosi della bambina, nessuno può per ora sbilanciarsi: i medici ritengono che sia fuori pericolo ma solo venerdì o sabato potranno escludere eventuali complicanze. Intanto il caso è al vaglio del pm modenese Katia Marino.

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