Mirandola, ospedale non antisismico: esplode la rabbia
Fi annuncia esposto. M5S: «L’Ausl rinuncia ai fondi per l’adeguamento e mischia le carte»
MIRANDOLA. Lo schieramento di tante autorità al consiglio comunale di Mirandola non ha impedito di arrivare alla conferma di quanto era ormai chiaro: l’ospedale non gode di sicurezza antisismica certificata, neppure alla soglia minimale del 60%. Se ne sono accorte le minoranze che ieri, all’esito del consiglio comunale “difficile” di lunedì sera, hanno potuto criticare a man bassa: «Dopo il Consiglio Comunale di lunedì sera sappiamo che l’Ausl ha già speso 25milioni di euro senza ottenere un rilevante adeguamento - attacca il capogruppo di Fi, Antonio Platis - Il dato esatto, però, nessuno l’ha voluto dire. Fatto gravissimo, perchè impegnare 25milioni di euro per una ristrutturazione leggera senza ottenere nessun risultato getta ombre e sospetti su come i fondi siano stati spesi subito dopo il sisma per l’ospedale di Mirandola. Inoltre, la Struttura Commissariale Regionale ha detto che non ci mette tutti i quattrini che servirebbero e quindi è compito della proprietà, in questo caso l’Ausl, a reperire i fondi mancanti. Come? Quando? E con quali interventi? Anche queste domande - ironizza Platis - sono state inevase».
Platis attacca anche il sindaco Benatti «che, a sua volta, ha omesso di dire quale è il grado raggiunto di antisismicità di tutti i progetti di ricostruzione degli edifici pubblici a Mirandola». Forza Italia annuncia una denuncia al Difensore Civico.
«Quale è oggi la percentuale di sicurezza sismica dell’ospedale di Mirandola? Perché tuttora l’unica certezza che abbiamo è che l’Asl ha rinunciato ai fondi per l’adeguamento sismico dell’ospedale, e quindi ci chiediamo quanti soldi serviranno ancora per effettuare gli interventi promessi in Consiglio Comunale e in quanto tempo verranno effettuati - domanda a sua volta con il capogruppo locale Nunzio Tinchelli Giulia Gibertoni, la consigliera regionale M5s che aveva scoperto il mancato adeguamento dell’ospedale- L’Ausl ha rinunciato nei fatti ai fondi previsti dalla legge 16 per l'adeguamento sismico e ora, dopo le nostre richieste, la Regione dovrà rimediare e finanziare con risorse proprie. Ma al solito il Comune, spalleggiato da Pd e Regione, continua a mischiare le carte nel vano tentativo di coprire l’ennesimo caso oscuro che riguarda sanità e ricostruzione».
«C’è da chiedersi se, senza il nostro intervento, qualcuno in maggioranza si sarebbe mai posto il problema. E i cittadini, come al solito, sarebbero stati tenuti all’oscuro di tutto chissà per quanto tempo ancora - spiega Gibertoni - Gli interrogativi restano ancora molti a cominciare dal fatto che non si capisce bene né quando e né con quali risorse verrà portato a termine il parziale adeguamento sismico prospettato ieri. Senza avere davanti cifre e date siamo alle solite promesse in balìa del vento».
«L’Asl ieri ha ribadito che sono stati investiti oltre 25 milioni di euro sulla struttura - aggiunge Nunzio Tinchelli - Nessuno ha mai contestato le cifre, semmai si è chiesto quali risultati siano stati raggiunti con le cifre spese, quali sono stati i risultati raggiunti sui livelli di sicurezza dell’ospedale e perché si è rinunciato ai fondi per l’adeguamento sismico come dimostrano i documenti in nostro possesso». Gibertoni ribadisce «l’assoluta necessità di effettuare un censimento preciso e puntuale sugli edifici sia pubblici che dei fabbricati produttivi a rischio sismico in tutto il territorio regionale, così come avevamo richiesto più volte, e che avrebbe evidenziato senza ombra di dubbi la grave mancanza che riguarda l'ospedale di Mirandola, luogo dove accogliere le persone nell’emergenza, non un luogo da sgombrare per pericolo di crolli».
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