Modena, 60 nuovi medici assunti entro dicembre
Stabilizzazioni e contratti, sostituzione del turnover fino all’anno prossimo Metà già al lavoro, si cambia contratto. Prorogati i 149 medici per ridurre le code
MODENA. Dopo due anni di tensioni e trattative è stato siglato in Regione l’accordo per colmare i vuoti nella sanità. Entro tre mesi verranno effettuate 500 nuove assunzioni a tempo indeterminato e 402 stabilizzazioni da Piacenza a Rimini.
Per Modena questo significa l’arrivo di forze fresche tra i camici bianchi e il personale tecnico, dai tecnici di laboratorio agli operatori socio sanitari a fianco degli infermieri. Tra i 60 nuovi arrivi ci saranno 7 unità al Policlinico di cui 6 medici e 53 in tutto il territorio provinciale, di cui 12 medici e il resto infermieri e tecnici.
« Assumeremo in cento giorni mille persone in tutta l’Emilia Romagna» ha riassunto con enfasi il governatore modenese Stefano Bonaccini affiancato dall’assessore alla Sanità regionale, Venturi. Una sottolineatura che fa da contrappasso agli anni delle vacche magre, quelli a partire dal 2010 per intenderci, in cui il blocco delle assunzioni ha portato solo alla sostituzione del 25 % di chi andava in pensione, ma solo per il personale dedicato all’assistenza. Di medici neanche a parlarne, tanto è vero che lo stesso Bonaccini si è premurato di garantire la proroga dei contratti dei 149 professionisti che da alcuni mesi garantiscono le prestazioni specialistiche abbreviando le liste d’attesa per diagnostica e visite specialistiche.
Quanto è stato risparmiato dunque stringendo la cinghia in campo sanitario? Un bilancio definitivo ancora non c’è anche se c’è chi parla di 60 milioni per gli ultimi anni, ma ora nel arrivano 25 per il 2017.
«L’accordo porta avanti l’impegno preso con il Patto per il lavoro, assumendo e stabilizzando oltre mille persone. Rafforziamo un welfare grazie al quale non lasciamo indietro nessuno». «L’impegno - ha aggiunto l’assessore Venturi- per le 1000 unità di personale significa dai 18 ai 25 milioni di euro a partire dal 2017».
«Va evidenziato - spiega Anna Paragliola (Fp Cgil) - che con questo accordo si mette nero su bianco che il 90% del turnover sino al 2017 sarà ripianato. Insomma, ogni dieci colleghi che vanno in pensione ce ne saranno nove pronti. È anche vero che la metà delle assunzioni promesse sono persone già in servizio che prima erano assunte con contratti a termine e che già erano in forze nei nostri ospedali e sul territorio. Ma almeno abbiamo invertito la tendenza di ridurre sino all’inverosimile gli organici. Siccome i servizi oltre un certo limite non possono essere ridotti per non mandare in tilt il sistema in alcuni settori l’Emilia Romagna ha fatto ricorso ai privati. Ma anzichè risparmiare, come nel caso dei prelievi a domicilio, si è accorta che alla fine spendeva di più e quindi ha fatto marcia indietro. Con questo accordo, oltre a garantire i turni di riposo ai sanitari, verifichiamo la riduzione di personale amministrativo: per la nostra provincia 300 in meno negli ultimi sette anni».
Soddisfatta anche Patrizia De Cosimo (Cisl Sanità): «La legge 161 sui riposi sarà finalmente applicata - dice - Questo punto non è in discussione ma vediamo come sarà applicato a Modena e provincia. Finora i contatti con i vertici dell’Ausl sono stati difficili; è stato necessario avere un forte impulso dal centro per arrivare a strappare un accordo quadro in cui troveranno spazio molte questioni. Saremo lì a vigilare».
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