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Nei parchi chiude un’estate da incorniciare

Nei parchi chiude un’estate da incorniciare

Presenze record dei turisti che cercano un contatto con la natura: «L’Ambiente è la nostra attrattiva»

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Tempo di bilanci anche per le grandi aree naturalistiche dell’Appennino: il Parco del Frignano e il Parco dei Sassi di Roccamalatina (Guiglia).

Anche se sono “aree protette”, gli ingressi e le visite sono liberi e pertanto non si riescono a quantificare con esattezza i flussi turistici.

Vi sono però alcuni punti “strategici” con accessi a pagamento in aree rinomate che costituiscono parametro per capire l’andamento degli arrivi: il parcheggio del lago Santo (per il Parco del Frignano) e la salita al Sasso della Croce (per Roccamalatina). E i dati che arrivano fanno vedere rosa, attestando nel primo caso un aumento del 15% e nel secondo addirittura del 19%.

Risultato eccezionale, se si considera che in complesso l’estate 2016 è andata in archivio con un generale +3-4% di afflusso turistico nei vari comuni della dorsale. Dato ritenuto già molto positivo da ristoratori e albergatori.

Guardando allo specifico dell’escursionismo, si scopre un flusso che, per quanto “mordi e fuggi”, si profila di almeno quattro volte tanto, spingendo a puntare sempre di più sulla valorizzazione e promozione dell'Appennino “verde”.

Al parcheggio del lago Santo, in particolare, si sono registrati arrivi superiori alle 40mila unità già a fine agosto, ovvero più di quelli avuti nell’intera stagione 2015. E al Sasso della Croce sono saliti in oltre 4.900, quando nello stesso periodo dell’anno scorso lo avevano fatto in 4.100.

Più che soddisfatto il presidente dell’Ente Parchi Emilia Centrale, Giovanni Battista Pasini: «L’ambiente si conferma l’elemento di maggiore attrattività per chi sceglie di trascorrere le proprie vacanze in Appennino. La nostra montagna, dolce e variegata, ricca di tante opportunità, si presta per essere frequentata e vissuta da turisti di ogni età ed interesse. I Parchi costituiscono i punti di eccellenza della nostra qualità ambientale e i risultati di quest’anno ci rafforzano nella convinzione che dobbiamo investire ancora nella “risorsa ambiente” e nella sua valorizzazione in un visione complessiva di territorio che veda sempre più i Comuni e gli operatori turistici lavorare in stretta sintonia. Alla luce di questi dati possiamo legittimamente chiedere alla Regione e all’Apt di dedicare al turismo in Appennino maggiore attenzione e sostegno».

Altro incoraggiamento arriva dai dati delle escursioni dei mercoledì di luglio e agosto lungo il “Sentiero dell’Atmosfera”, la salita da Pian Cavallaro al monte Cimone con successiva visita ai laboratori di ricerca del Cnr. Anche qui si è registrato un deciso aumento rispetto al 2015, con una media di 80 escursionisti a uscita che lasciano il ricordo di un’estate davvero da incorniciare. (dm)

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