Rapina violenta, confermate le condanne
Condanne confermate per la violenta rapina in villa che il 18 marzo 2014 sconvolse a Serra la famiglia di un imprenditore, legata e minacciata con tanto di pistola puntata alla testa del figlio...
Condanne confermate per la violenta rapina in villa che il 18 marzo 2014 sconvolse a Serra la famiglia di un imprenditore, legata e minacciata con tanto di pistola puntata alla testa del figlio 16enne. Tutto per vasi e gioielli di fattura etrusca (oggetto di una fantomatica compravendita per cui si era speso anche l’ex sindaco Luigi Ralenti) solo parzialmente recuperati nel dicembre 2014 dalla polizia con il contestuale arresto di Salvatore Loreto, già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso, il geometra modenese incensurato Aires Gilioli (nella foto, considerato l’architetto del colpo) e Adriano Pasqual, legato in passato alla mala del Brenta.
Mentre quest’ultimo ha scelto un percorso diverso con l’abbreviato, i primi due sono stati condannati il 13 gennaio a 6 anni e 9 mesi (Loreto) e 4 anni e 9 mesi (Gilioli), ma la famiglia si era vista rifiutare la richiesta di provvisionale e l’amarezza era stata tanta.
L’appello però le ha dato di più: oltre alla conferma delle pene per i due, c'è stato il riconoscimento di una provvisionale di 25mila euro che dovrà versarle Loreto (Gilioli aveva già dato altri 25mila euro a titolo di risarcimento personale). Poi il resto sarà quantificato al termine del procedimento civile già iniziato. Non sono i 75mila euro chiesti, ma è comunque qualcosa: «Siamo soddisfatti – sottolinea l’avvocato Fausto Gianelli – perché nonostante i corposi appelli l’impianto accusatorio è stato confermato in toto, in più oltre alla copertura delle spese legali ora per la famiglia c’è finalmente una provvisionale. Non sono i soldi che contano, ma il riconoscimento del tremendo danno morale patito in quel pomeriggio da incubo». (dm)
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