Testamenti, che fare per le associazioni
Le istruzioni per chi vuole donare una parte del patrimonio al mondo del volontariato sociale
Da noi in Italia è ancora una delle forme di donazione meno utilizzate, ma secondo un sondaggio nel 2015 dal Comitato Testamento Solidale tra i notai italiani, il numero di persone che decidono, nelle ultime volontà, di predisporre un lascito ad un'associazione benefica, è aumentato del 10% nell’ultimo decennio.
Non si tratta di cifre ingenti - la maggior parte non supera i 20mila euro - ma è pur sempre un aiuto, concreto, per chi ci è stato vicino nel momento del bisogno. Spesso, infatti, beneficiarie dei lasciti sono per lo più le piccole associazioni i cui volontari sono conosciuti personalmente da chi redige il testamento.
Nonostante sia bassa la percentuale di chi fa testamento (attorno al 15%), questo risulta essere l'unico modo per avere la certezza che le proprie volontà vengano rispettate, oltre che un modo per continuare a partecipare alla vita delle associazioni dopo il fine vita.
Nessuna discrezionalità nel pieno rispetto delle ultime volontà e della legge.
In Italia in presenza di coniuge o ascendenti o figli naturali e/o legittimi, o loro discendenti (art. 536 del Codice Civile) è la legge a definire a chi va l'eredità. Una tutela che esiste a prescindere dal testamento, che può permetterci di disporre, quindi, solo parzialmente del nostro patrimonio.
Una volta deciso che vogliamo lasciare un parte dei nostri averi ad una associazione o ad un ente benefico, non rimane che redigere il testamento. Si possono lasciare denaro, azioni, titoli, beni mobili - come arredi e gioielli - ma anche immobili o una polizza vita. Info: www.testamentosolidale.org
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