Bilancio, mancano 14 milioni di euro
Rinviati gli investimenti su ex Fonderie, rotatorie e manutenzioni. L’amministrazione pensa ad accendere mutui
I soldi mancano, gli investimenti si rinviano. Non è un proverbio, è il ritornello di questi giorni in Comune a Modena, che troverà compimento nella variazione di bilancio che verrà siglata questo pomeriggio dal consiglio comunale di piazza Grande, che si ritroverà per la prima volta dopo la pausa estiva.
Un primo atto che descrive piuttosto chiaramente la difficoltà con la quale l’amministrazione si trova a dover convivere per mancanza di fondi. Prova ne è che la manovra economica di questo pomeriggio porterà ad un rinvio al 2017 di circa 14 milioni di euro.
I puristi dei bilanci potrebbero avere da ridire su questa cifra, arrotondata, al netto delle varie operazioni contabili. La sostanza non cambia. Gli investimenti verranno posticipati. E se va bene saranno messi in atto il prossimo anno. Se va bene. Perché la soluzione più probabile è che parte di questi non vengano poi presi in considerazione alla chiusura del piano triennale di Muzzarelli, che aveva osannato i famosi 90 milioni di euro di investimenti.
A cosa dovrà rinunciare Modena? Ad una buona parte delle manutenzioni delle caditoie, l’installazione delle barriere antirumore in alcune strade, una serie di rotonde su via Emilia Est, nelle scuole si farà il minimo indispensabile, salta completamente la riqualificazione delle ex Fonderie alla quale, va detto, nessuno aveva mai creduto. Manutenzioni straordinarie praticamente rinviate in massa. Finiti gli annunci, quindi, si fa i conti col portafoglio.
Se i soldi non ci sono, non si inventano. O meglio, una via ci sarebbe. Anche più di una: aumentare le tasse, vendere patrimonio immobiliare del Comune, indebitarsi. Tra queste tre, la più praticabile sembrerebbe essere la terza via, ovvero l’accensione di nuovi mutui vincolati ad investimenti ad hoc.
Politicamente non c’è spazio per nuove tasse, e sarebbe una operazione piuttosto rischiosa. Tanto rischiosa quanto complessa la vendita di immobili: i gioielli di famiglia - a cominciare da Hera - ormai se ne sono andati, vendere edifici è uno scenario che lascia presagire solamente aste deserte. E così il Comune sarebbe punto e a capo. Il mutuo sarebbe forse il male minore. Muzzarelli lo ha anche detto abbastanza chiaramente nell’ultima riunione di maggioranza, dove certo non ha nascosto come la situazione sia complicata. Si tratterà di capire se la maggioranza accetterà questa mediazione, “investimenti sì, ma con mutui”, perchè non è detto che vada bene a tutti all’interno dello stesso gruppo Pd.
Un quadro, insomma, tutt’altro che confortante dal punto di vista dello sviluppo della città. E a questa fase di stallo, ormai destinata a prolungarsi, si devono aggiungere anche i due cantieri più discussi della storia di Modena, il comparto Sant’Agostino e la riqualificazione dell’Ex Amcm.
Sul Sant’Agostino l’unità di intenti con la Fondazione Cassa di Risparmio vedremo dove porterà, così come presto si avranno risposte sull’Ex Amcm.
Il consiglio comunale ha già approvato a luglio il “perimetro” nel quale dovrà muoversi, ora il bando è in uscita e non è detto che ci sia la corsa a partecipare.
Se a questo, poi, ci aggiungiamo anche i 18 milioni di euro che Muzzarelli si aspetta di ottenere dal bando sulle periferie del Consiglio dei Ministri - si è appena conclusa la fase di presentazione delle domande, ovviamente c’è stato un boom di richieste da tutta Italia - allora si completa una torta dove l’ingrediente predominante è l’incertezza. E Modena, in questa fase, ha bisogno di tutto, ma non di incertezze.
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