Spilamberto. «Quattro tartarughe salvate e riportate in mare»
Il dott. Nardini e il suo staff le hanno curate per un mese dopo che erano state recuperate morenti in mare Adriatico
SPILAMBERTO. C’eravamo lasciati meno di un mese fa, quando presso la sua struttura – la Clinica Veterinaria Modena Sud di Spilamberto – aveva fatto una promessa benaugurante. Quella che gli ultimi “pazienti” sottoposti alle sue cure – quattro tartarughe marine ferite gravemente – sarebbero state «in grado di guarire e ritornare al più presto nel loro habitat naturale».
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Ed è così che il dottor Giordano Nardini e il suo staff, si sono dimostrati all’altezza della loro fama in merito alla cura degli animali esotici e non convenzionali, garantendo una completa remise en forme dei “pazienti” speciali. Ieri infatti, le quattro tartarughe marine in questione – Matteo, Platone II°, Trudy e Gigetto – sono state dimesse dalla clinica e riaccompagnate dal dottor Nardini presso l’ospedale della Fondazione Cetacea Onlus di Riccione.
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Qui soggiorneranno per tutto il decorso post operatorio - in vasche di diecimila litri d’acqua che agevoleranno il loro potenziamento muscolare - in attesa di riprendere poi la via del mare, prevista nel giro di alcuni mesi. Prima della partenza alla volta della Romagna però, terra natale dei quattro esemplari marini, c’è stato il tempo per dare uno sguardo ai notevoli progressi apportati alla loro condizione fisica e di salute e dovuti alle metodologie mediche all’avanguardia di cui dispone la clinica di Spilamberto. «Matteo, la tartaruga più grande, quella di 15 kg, aveva riportato l’asportazione di parte del carapace, dovuta all’ impatto con l’elica di un natante, nonché una frattura a livello scapolare. Ma grazie alla tecnica innovativa di cui disponiamo, la Laser Terapia, che agevola la cicatrizzazione dei tessuti feriti in tempi più rapidi, l’esemplare è migliorato tantissimo. Infatti questa tecnica consente alla tartaruga, nella fase post operatoria, di trascorrere la maggior parte del tempo in acqua, e di uscire solamente per sottoporsi alla terapia, senza uso di resine o pomate di paraffina aggiuntive. Matteo, sarà in grado quindi di ritornare in mare già la prossima primavera», ha raccontato soddisfatto Nardini. «Anche Platone II, che aveva riportato notevoli lesioni al carapace, grazie al trattamento con il laser sta meglio – riprende il dottore – è in grado di muoversi agevolmente in acqua e gli è tornato anche l’appetito. Ma i più sorprendenti, in fatto di ripresa natatoria, sono stati Trudy, a cui ho dovuto amputare la pinna posteriore destra, e poi Gigetto, che ha subito invece l’amputazione di quella anteriore sinistra. Sono eccezionali, perché si muovono in acqua come se avessero ancora tutte e quattro le pinne. Le tartarughe marine, infatti, sono esemplari molto forti e con una grande capacità d’adattamento. Non pensano a ciò che hanno perso, bensì a quello che ancora hanno. Bisognerebbe prendere esempio da loro. Insomma, volendo fare un paragone, sono un po’ gli Alex Zanardi del mondo animale».
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