Rifiuti, ecco la svolta: arriva dal Nord Europa
L’Unione dei Castelli copia lo smaltimento dell’organico con cui ricavare concime Vinto un bando regionale da 30mila euro. Caroli: «È un progetto unico in Italia»
VIGNOLA. Sullo smaltimento dei rifiuti organici (sostanzialmente gli scarti che si producono in cucina, gli sfalci e le potature) l’Unione “Terre di Castelli” guarda avanti e si ispira a modelli nord europei. In un futuro non troppo lontano, potrebbero essere adottate delle compostiere ultra tecnologiche a servizio delle varie frazioni dei Comuni dell’Unione, che produrrebbero concime e, in ultima analisi, dovrebbero portare anche a un risparmio su ciò che si spende attualmente per lo smaltimento di questi rifiuti. Oggi, infatti, smaltire gli scarti di cibo costa nel territorio dell’Unione 300 mila euro, cui si aggiungono 1,8 milioni di euro all’anno per gli sfalci e le potature. L’idea di rivolgersi alle tecnologie già in uso in Paesi del nord Europa per trattare questo tipo speciale di rifiuti porta la firma dell’assessore all’Ambiente dell’Unione e sindaco di Savignano, Germano Caroli, che partecipando come Unione a un bando regionale dello scorso luglio riservato ai progetti partecipati, è riuscito a farsi assegnare un contributo di 15mila euro (sui 30mila euro complessivi di costo stimato del progetto) proprio per proseguire su questa direttrice.
«Quello che abbiamo presentato - spiega lo stesso Caroli - è un progetto di area vasta unico in Italia. Auspicato dalla Regione, non trova ancora riscontri nella normativa nazionale. La Regione, infatti, con la Legge 16/2015 dice che occorre favorire il compostaggio di comunità e, nel Piano Regionale dei Rifiuti del maggio 2016, ribadisce che la gestione dei rifiuti organici come è attualmente non è più sostenibile». Il problema, dunque, resta quello di trovare idee per gestire in modo alternativo il problema (e i costi) dei rifiuti organici. Ecco quindi l’idea di un progetto ad hoc che, come dice sempre Caroli, «prevede la realizzazione di un percorso partecipativo in cui i cittadini, singoli od organizzati, verranno informati e coinvolti, tramite incontri pubblici, nella valutazione della pratica innovativa del compostaggio di comunità, che consiste nel trattamento dei rifiuti biodegradabili in apposite compostiere elettromeccaniche dalle quali, attraverso un processo naturale di trasformazione, si ottiene direttamente humus».
Gli incontri nei vari Comuni partiranno già ad ottobre e si concluderanno nella primavera prossima. Tra le entità che sono già state coinvolte nella proposta di questa idea ci sono Hera, associazioni ambientaliste, associazioni di categoria della zona e sindacati. Verso metà ottobre, è poi prevista l’apertura di un bando di gara (appunto da 30mila euro) per affidare a una società specializzata lo studio dei costi/benefici del progetto di adottare nuove tecnologie e un nuovo sistema nella gestione dei rifiuti organici.
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