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«L’incrocio è pericoloso»: Albareto chiede sicurezza

«L’incrocio è pericoloso»: Albareto chiede sicurezza

Segnaletica assente o poco chiara: vari incidenti all’intersezione con Munarola. E c’è chi ricorda le telecamere di videosorveglianza: «Dove sono finite?»

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MODENA. «Bastano poche euro per sistemare tutto: vogliamo aspettare il morto?». Ad Albareto c’è un incrocio che fa paura ai residenti. Si trova tra la via principale (che dà il nome alla frazione) e strada Munarola. Un semaforo perennemente lampeggiante ne indica la presenza dai quattro lati. Il diritto di precedenza lo si ha viaggiando in direzione nord o sud. Provenendo dalla seconda via, invece, s’è costretti ad arrestarsi per lasciar passare gli altri. Così nascono i problemi. Nella parte occidentale (a sinistra dell’incrocio giungendo da Modena) s’intravvedono i resti di una striscia bianca a terra. Dall’altra parte, invece, occorre lavorare di fantasia per comprendere (o meglio immaginare) quanto vi fosse scritto. I residenti lamentano che, nell’ultimo periodo, c’è stato un incidente al mese.

«Per fortuna che non c’è scappato il morto - denuncia Paolo Pezzetti - con la nebbia e la pioggia è più facile che vi siano incidenti». Da una parte e dall’altra della laterale vi è un segnale di stop. «I cartelli dovrebbero essere messi almeno cento metri più dietro - prosegue Anna Silvestri - e la siepe all’angolo bisognerebbe tagliarla. Abbiamo riferito il problema ai vigili. Ad Albareto promettono, ma non fanno niente».

Sta iniziando a pensarla così anche Gianluca Cassiodoro. La sua presa in gestione del bar alla polisportiva Forese Nord era stato visto come un segnale. Ora rischia di cessare l’attività e di mettere un cartello con scritto “chiuso per assenza di personale”. Un paradosso al tempo della crisi come paradossale lui vede l’area in questione. «Molti affrontano questo incrocio come se fosse una rotonda - riprende Gianluca - basta che una macchina s’allarghi un po’ e si fanno gli incidenti».

Pochi minuti dopo arriva un bus Seta della linea 10. Viaggia in direzione est verso il capolinea. Volta a destra per immettersi in strada Munarola e si ritrova quasi completamente nell’altra corsia. Non c’è nessuno a occuparla come non c’è un segnale orizzontale di stop a terra. «Le macchine non sanno dove fermarsi - aggiunge Gianluca - e questo è un problema». Paolo arriva a pensare che si potrebbe lanciare una petizione (così come fatto per la sicurezza). Installare telecamere in zona? «Basta mettere la scritta a terra - aggiunge il primo intervistato - è una spesa da cento euro». Meglio mettere strisce che disegnare sagome di corpi a terra. A proposito di telecamere, resta l’attesa a oltre sei mesi dall’incontro con l’allora prefetto Michele Di Bari: era l’11 marzo. «Chissà quando le metteranno - aggiunge Paolo - speriamo quanto prima». Non è l’unico intervento atteso. «Avevano detto che a metà settembre sarebbero iniziati i lavori sulla Canaletto - recrimina Anna - ma hanno sistemato i pali quando c’è stata la riunione e poi non s’è fatto più nulla». «Ancora non si vede niente», conferma Gianluca. Intanto, la sicurezza resta un problema. «Ad Albareto ci sono tanti ragazzi che fanno confusione - conclude Anna - dal mulino hanno strappato via tutti i cartelli e alla sera salgono sui tetti della polisportiva. Inoltre, c’è un viavai di macchine che sembra la via Emilia: sai quanto smog prendiamo? Hanno detto che avrebbero fatto la ciclabile, ma non fanno niente».

Gabriele Farina

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