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Otto secoli di storia vivono nel castello cuore di Formigine

di Maria Vittoria Melchioni
Otto secoli di storia vivono nel castello cuore di Formigine

Realizzato nel 1201 dal Comune di Modena Il primo riferimento in uno scritto del Muratori

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Mentre la città vive la 45esima edizione del Settembre Formiginese, diamo uno sguardo a quello che di Formigine da oltre 800 anni è il simbolo: il castello. “Castrum Formiginis aedificatum fuit per Commune Mutine” (il Comune di Modena edificò il castello di Formigine): questa frase contenuta nella “Raccolta degli Storici Italiani” e scritta da Ludovico Antonio Muratori è il primo riferimento scritto al maniero. La data a cui si fa risalire è il 1201 quando, a seguito di una sconfitta da parte delle truppe reggiane, il Comune di Modena decise fortificare i propri presidi e di presidiare il confine con Reggio Emilia. La sua genesi è comunque molto più antica e risale al X secolo circa quando, nella zona sulla quale ora sorge il castello, c'era una chiesa dedicata a San Bartolomeo, un punto di aggregazione anche per la popolazione delle terre circostanti, tanto da dar vita alla formazione di un centro abitato fortificato. Sul finire del 1300 il castello passò di proprietà tra varie famiglie locali come gli Adelardi (che trasformano le strutture difensive della costruzione), i Della Rosa, gli Estensi, i Visconti il quali lo concessero in feudo ad Azzo da Castello e dal 1405, i Pio con Marco I e i loro tanti possedimenti nella zona pedecollinare modenese come testimoniano i cinquantasette affreschi nella Sala delle Vedute del castello di Spezzano di cui vi abbiamo parlato durante l'estate. Proprio sotto i Pio, il castello prende le sembianze odierne e viene trasformato da fortezza a residenza marchionale con parco interno e cinta muraria, munita di quattro torri angolari, la torre dell'orologio e di un corpo di guardia. La popolazione, gradatamente, venne spostata all'esterno delle mura e la chiesa divenne la cappella privata dei signori di Carpi. Dopo la morte di Marco III ultimo discendente dei Pio di Savoia nel 1599, Formigine passa nuovamente agli Estensi che, nel 1648, lo cedettero in feudo ai Calcagnini ai quali rimase per tre secoli. Intorno alla metà del '700 fu realizzato un edificio destinato a carcere nell'area sud-est, un uso analogo ebbe il piano terra della torre dell'orologio. Con l'avvento di Napoleone, nel 1796 il castello divenne di proprietà del Demanio repubblicano. Nel 1811 fu restituito al marchese Calcagnini, ad eccezione della torre dell'orologio, della rocchetta, delle prigioni e dello spazio denominato “gioco del pallone”, che rimasero al Comune. Arriviamo così all'800 con il palazzo adibito ad abitazioni, la torre centrale che ospitava il custode dell'orologio e la rocchetta che era sede del vicereggente (magistrato locale) e dei dragoni. Nel 1838 il Comune prese in affitto l'appartamento nobile e vi collocò i suoi uffici. Nella prima metà del '900 il castello rimase abitazione estiva dei Calcagnini, ed in seguito dei loro eredi, i conti Gentili. I tragici avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale colpiscono in modo duro il castello e i suoi abitanti: durante alcuni devastanti bombardamenti aerei, il maniero viene gravemente danneggiato e sotto le sue macerie restano tutti quelli che avevano cercato un rifugio lì (circa venti persone), tra i quali i Calcagnini. Si salvò miracolosamente solo la figlia di pochi mesi dei conti: Maria Alessandra Gentili Calcagnini d'Este. Nel 1946 il castello, ormai ridotto a rudere sventrato, fu acquistato dall'amministrazione comunale per trasformarlo in nuova residenza municipale. Così è stato fino al 2002, quando l'amministrazione comunale iniziò un grande progetto di restauro che terminò nel 2007. Il castello ora ospita eventi ed è sede del Museo e Centro di documentazione allestito con le installazioni multimediali e interattive di Studio Azzurro, centro milanese di ricerca artistica, che dialogano con la ricerca diretta dall'Università Ca' Foscari di Venezia, raccontando luoghi, persone e storie del passato.

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