Vasco in tribunale contro l’ex manager: «I soldi a don Ciotti»
Zocca. Il rocker parte civile nel processo a Stefano Salvati: «Mi sento tradito da lui». E intanto patteggia per la cocaina
ZOCCA. Vasco Rossi chiede i danni all’ex manager, ed è pronto ad andare in un’aula di Tribunale per testimoniare contro di lui. È scontro totale tra il rocker di Zocca e Stefano Salvati, che l’ha seguito per trent’anni firmando da regista diversi videoclip (tra cui “Buoni o cattivi” e “Stupido Hotel”) e rappresentando soprattutto un punto di riferimento costante, tanto che il cantante lo considerava un amico, al di là del lavoro. E invece il rapporto è crollato nell’aprile 2014 quando, poco dopo aver cessato la collaborazione professionale, Salvati ha citato in giudizio il Blasco chiedendo il pagamento di 200mila euro quale prima rata di 6 milioni che gli sarebbero stati dovuti per il rispetto del patto di riservatezza siglato un anno prima.
Il documento. Un documento che Vasco in carriera ha fatto firmare a tutti i suoi collaboratori, chiedendo l’impegno a non divulgare nulla della sua vita privata. Ma senza alcun corrispettivo economico per questo, oltre al normale stipendio. Salvati ha sostenuto diversamente, esibendo un documento che, in base alla perizia disposta dal pm Domenico Ambrosino, è risultato falso negli allegati che parlavano dei 6 milioni. E mentre per Vasco è stata disposta l’archiviazione, per Salvati è scattato nel gennaio scorso il rinvio a giudizio per falso e calunnia. Mercoledì la prima udienza al Tribunale di Bologna, in cui i legali di Vasco, gli avvocati Vittorio Costa e Guido Magnisi, hanno annunciato la linea dura.
Vasco spiega. «Ho deciso di costituirmi parte civile - ha spiegato il cantante in un post Facebook - perché mi sento tradito profondamente nella mia fiducia. Ovviamente non chiedo soldi per me e devolverò al Gruppo Abele di don Ciotti eventuali somme che mi dovessero essere liquidate a titolo di risarcimento».
Nella lista testi c’è lo stesso rocker, pronto a ricostruire in aula i fatti.
La cocaina. Intanto su di lui arriva anche la notizia di un patteggiamento per fatti del 2009, quando fu accusato di condivisione di cocaina, ma in lieve entità. Su richiesta delle parti, il gip di Bologna ha disposto una multa di alcune migliaia di euro in sostituzione dei tre mesi di reclusione. Con lui ha patteggiato il collaboratore Massimiliano Barbieri. (d.m.)
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