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Modena, bonifica all’ex-Benfra: tutto fermo

di Saverio Cioce
Modena, bonifica all’ex-Benfra: tutto fermo

Nel sottopasso una piccola palude dove proliferano zanzare. C’è chi apre varchi sulle transenne per attraversare i binari. Pericoli per i bambini che giocano vicino ai binari

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MODENA. «Un campo di calcio perfetto, utilizzabile dai bambini del quartiere anche subito dopo la pioggia. E poi un’area naturalistica attaccata alla città, con canne palustri e uccelli migratori a fianco del cavalcavia, prima di entrare nella stazione dei treni. E come dimenticare poi la possibilità di giocare a basket e pallavolo a ridosso dei binari per bimbi di 10 anni?»

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ZANZAROPOLI. Le frasi sono ironiche, il tono sferzante, ma la descrizione sarcastica della “Zanzaropoli” nell’area dell’ex Benfra non potrebbe essere più calzante. Chi parla è uno dei residenti di più antica data della Crocetta, nato e cresciuto in quelle strade oggi ridotti a macerie pericolose e maleodoranti quando ancora c’erano officine, fonderie, fiumi di tute blu che arrivavano a piedi o in bicicletta a ranghi compatti.

Persino il fischio della fabbrica, inizio turno-fine turno, scandiva gli orari dei due quartieri. Oggi il grande cofano giallo che copre la casa museo Ferrari, giusto lì vicino a due passi da via Cuboni, via Crocetta e via Nonantolana, spicca in un panorama da periferia. Da un lato le case nuove, i binari di una linea che si vuole storica e che dovrebbe traslocare, in mezzo le macerie delle fonderie e della Benfra, un tempo la Ferrari delle escavatrici e delle macchine per movimento terra. Ma al di là delle promesse ripetute ogni trimestre, degli annunci e delle conferenze stampa per annunciare di volta in volta il piano investimenti, la richiesta dei fondi, la loro concessione, la loro conferma a bilancio e via elencando, tutto è rimasto fermo.

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"CI STANNO PRENDENDO IN GIRO".  «Il Comune da cinque anni sta prendendo in giro il quartiere - protesta il nostro interlocutore - Elezione dopo elezione lascia tutto com’è. Chi ha comprato casa nuova, dopo l’azzeramento della Benfra, ha dato fiducia a chi prometteva un sottopassaggio per raggiungere scuola e lavoro senza fare ogni volta il cavalcavia. Il risultato? Lavori a metà, l’acqua si accumula sul fondo del tunnel, i drogati vanno a bucarsi e i ladruncoli passano da un lato all’altro dei binari sicuri che le auto della polizia non possono inseguirli. Certo, hanno appoggiato delle reti da cantiere, ma non servono. Scippatori e spacciatori, sbandati di ogni tipo e razza ci hanno anche fregato quando ci siamo organizzati noi. Avevamo bloccato le transenne con le fascette da elettricista ma con i taglierini e i coltelli le hanno tagliate in poche ore. Ma quello che più ci esaspera, oltre ai continui rinvii per lavori che non partono mai e sono sempre promessi, sono le zanzare e i pericoli per i bimbi. Ma in Comune lo sanno che in questi piazzali di strade chiuse i bimbi giocano e vanno a recuperare il pallone tra i binari?»

Dall’esposto di Rosanna Tartarini, residente, del 2014 dopo varie promesse si è arrivati ai 530 mila euro stanziati nel dicembre 2015, all’annuncio dell’aprile 2016 e al colpo di scena di luglio: la ditta vincitrice denuncia difficoltà finanziarie e cede ramo d’azienda e appalto. Si ricomincia da capo, a dispetto delle promesse dell’assessore Giacobazzi che aveva promesso il completamento dei lavori ad aprile, quattro mesi fa.

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