Gazzetta di Modena

Modena

I vescovi Benito Cocchi e Antonio Lanfranchi sono tornati in Duomo

I vescovi Benito Cocchi e Antonio Lanfranchi sono tornati in Duomo

Le salme dei vescovi Cocchi e Lanfranchi, sepolti in cattedrale dove riposeranno per sempre, nella navata di sinistra ai piedi della scala che porta in sagrestia, accanto a Luisa Guidotti Mistrali.

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MODENA. Cerimonia solenne di inizio anno pastorale in Cattedrale, nel corso della quale  il vescovo Erio Castellucci ha presentato il cammino della nostra Chiesa. Ad essa è seguita l’accoglienza delle salme dei vescovi Cocchi e Lanfranchi, sepolti in cattedrale da oggi, nella navata di sinistra ai piedi della scala che porta in sagrestia, accanto a Luisa Guidotti Mistrali

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. All’altare con mons. Castellucci anche mons. Lino Pizzi, vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Giuseppe Verucchi, vescovo emerito di Ravenna-Cervia, mons. Ignazio Bedini, vescovo emerito di Ispahan dei Latini mons. Luigi Chiesa, Vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio, insieme al vicario generale di Modena-Nonantola mons. Giuliano Gazzetti, gli altri vicari episcopali e circa 80 di sacerdoti, di Modena, Bologna e Piacenza-Bobbio. Presenti alla celebrazione in sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il vice sindaco di Nonantola Stefania Grenzi e i familiari di mons. Cocchi e mons. Lanfranchi

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L'arcivescovo Erio Castellucci ha aperto l'anno pastorale per la diocesi di Modena presentando la sua prima lettera “Questa Lettera Pastorale – scrive l’arcivescovo Erio - è il frutto dell’esperienza e della riflessione di tante persone: singoli, famiglie e gruppi, che in diocesi, nelle parrocchie e nelle case hanno offerto il loro contributo. È il frutto specialmente della pastorale familiare diocesana, molto intensa da anni nella nostra Chiesa e sostenuta da un Ufficio attivo e competente. È il frutto, infine, della riflessione che ha caratterizzato e seguito l’annuale Tre Giorni di giugno, confluita nella relazione finale che – opportunamente integrata con diversi contributi – ne è alla base. Si può dire che stiamo vivendo una piccola esperienza “sinodale” in formato diocesano”. Una casa di grandi dimensioni, in costruzione, ma anche bisognosa di restauro, comunque dalle fondamenta e struttura solide e aperta alla comunità civile e religiosa. E sull’immagine della casa che il Signore costruisce, basandola “sulla solidità di Dio e non sulla friabilità degli uomini”, ecco esperienze e realtà, alcune consolidate, altre di nuova introduzione, che sul piano pastorale vengono proposte per accompagnare il cammino delle famiglie. Il tutto privilegiando l'accompagnamento e non la sola indicazione della meta, la dimensione del tempo più che quella dello spazio. Formazione dei giovani, dei fidanzati, famiglie che fanno da supporto ad altre famiglie, la lettura del Vangelo nelle case, l'accompagnamento di chi vive una situazione di comunione incompleta e chiede comunque di sentirsi a casa nella comunità: questi i temi affrontati nella lettera, che saranno declinati nel corso dell'anno pastorale.

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