«Persone conosciute, qui siamo sconvolti»
Le reazioni a Pieve e Riolunato: «Mai sentito nulla». I due sindaci: «Che amarezza, è un colpo pesante»
PIEVEPELAGO. Poche figure come quella del vigile e del benzinaio sono conosciute nei paesi. Ancora di più se sono di montagna e non hanno rispettivamente più di 2.300 (Pieve) e addirittura 720 (Riolunato) abitanti.
La voce degli arresti così si è sparsa subito incontrando incredulità e amarezza, e molti preferiscono non mettere la faccia o il nome sulla vicenda.
«Non so che dire, spero sia un errore – ha sottolineato la gestrice di un bar di Pieve – sono due persone che vengono da famiglie conosciute e giudicate da tutti per bene. Non c’erano voci in giro di ruberie sul carburante, e la notizia ci coglie tutti di sorpresa. Dispiace anche, devo dire, perché è come se fosse capitata una disgrazia in casa di qualcuno».
«Per noi dipendenti comunali è stato un colpo al cuore – ha rimarcato una signora di Riolunato – perché l’agente arrestato avrà avuto vent’anni di attività e prima di passare all’Unione era un dipendente del nostro Comune. Era ritenuto ligio al dovere, mai sentite lamentele sul suo operato. Era anche amato, per il suo carattere bonario. Una cosa tremenda quella che è successa, davvero».
Non mancano anche gli scettici: «Mah, a me sa strana questa roba qui – ha notato un signore di Pieve, anche lui con richiesta di anonimato – giocarsi il lavoro per pochi euro di carburante? Difficile capire».
Gli stessi sindaci avvertono la pesantezza del momento: «Non sapevamo nulla – ha precisato da Pieve Corrado Ferroni – e dispiace profondamente perché questi sono colpi morali pesanti che coinvolgono le persone interessate, le loro famiglie e gli stessi territori. Su queste cose non si dovrebbe cadere: con le risorse della comunità bisognerebbe fare meglio che con le proprie».
«Siamo tutti colpiti – ha confermato da Riolunato Daniela Contri – di fronte a fatti così gravi che suscitano amarezza. L'indagine è partita dal Comando di polizia, e il sospetto ha trovato conferma nei riscontri del nostro tecnico comunale responsabile del patrimonio, che ha appurato prelievi sistematici non autorizzati dalla nostra cisterna e ha fatto anche lui la dovuta segnalazione ai carabinieri. Adesso aspettiamo gli sviluppi giudiziari, senza dare giudizi e con la massima fiducia nella magistratura». (dm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
