Castelfranco, bimba si ustiona con l’acqua dei fumenti
La piccola di tre anni si è rovesciata addosso la pentola con il liquido bollente. È in prognosi riservata a Parma
CASTELFRANCO. Un rimedio naturale al raffreddore, tramandato dalle nonne, un fumento o suffumigio: è stata questa la causa dell’incidente domestico che ieri poco dopo mezzogiorno ha coinvolto una bambina di tre anni, ricoverata al Centro Ustioni di Parma in prognosi riservata.
In ogni casa, almeno una volta, è stata messa una pentola di acqua a bollire, con qualche sostanza medicamentosa sciolta all’interno, per fare degli aerosol contro tosse o raffreddore. Ed è il rimedio che ieri una giovane mamma aveva preparato per la sua bambina, alle prese con un brutto raffreddore.
UNA TRAGICA FATALITA'. Poi la fatalità. Un attimo di distrazione, anche se sarebbe ingiusto attaccare la mamma. Semplicemente si è voltata un secondo, tanto è bastato alla bambina per avvicinarsi alla pentola e rovesciarsi addosso l’acqua bollente.
Poi le grida disperate. Prima della bimba, poi della giovane donna. Grida strazianti che hanno lacerato i muri del condominio di via Confalonieri a Piumazzo. Tanto che alcune signore del palazzo, allarmate da quel richiamo d’aiuto, sono corse in soccorso della mamma. Le ustioni, però, erano evidentemente troppo profonde ed è scattata la telefonata al 118, intervenuto con un’ambulanza da Castelfranco.
ELISOCCORSO SUBITO IN VOLO. I sanitari hanno subito capito l’entità delle ferite, facendo alzare in volo l’elisoccorso, atterrato in un terreno vuoto ad una ventina di metri dalla palazzina. Il personale medico non ha esitato a tagliare una recinzione per avere accesso al piccolo borgo di via Confalonieri e andare in aiuto dei sanitari dell’ambulanza che erano già nell’appartamento. Le operazioni di soccorso sono state difficoltose, perché quando si è in presenza di gravi ustioni la rimozione degli indumenti è un’operazione delicata. Una volta stabilizzata, la piccola è stata trasportata in barella verso l’elicottero. La madre, distrutta dal dolore e con uno zainetto sulle spalle, è salita assieme ai sanitari e alla sua piccola. Qualcuno ha procurato una scaletta per permettere agli elicotteristi di scavalcare il muretto che separava il parcheggio dal terreno dove era atterrato il mezzo. Poi via, in volo verso l’ospedale di Parma, nel Centro ustioni.
I medici della struttura ducale, nel tardo pomeriggio, non avevano ancora sciolto la prognosi, anche se la bambina era stabile. Presenta ustioni su parte del corpo, dalla pancia in giù.
Nel piccolo borgo di via Confalonieri, costituito da palazzine e villette a schiera, c’era incredulità per quanto accaduto, ma anche tanta solidarietà nei confronti di una mamma e della sua piccola, che in quel momento si trovavano da sole in casa, dato che il padre era al lavoro a Bologna ed è stato avvisato telefonicamente.
«Speriamo stia bene e si riprenda», si sussurrava con un filo di voce e gli occhi lucidi.
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