I vigili reagiscono: maxi confisca
All’arresto del collega di Pievepelago, rispondono con il sequestro di beni in vendita illegalmente
PIEVEPELAGO. Maxi confisca di oggetti posti sul mercato in modo abusivo. È con un’importante operazione messa a segno lungo la Fondovalle che la polizia municipale del Frignano è ripartita dallo choc dell’arresto di un proprio componente, ribadendo il suo impegno sul territorio. È stata resa nota ieri, ma risale al pomeriggio di venerdì, lo stesso giorno segnato dal trauma legato a blitz con cui i carabinieri all’alba hanno posto agli arresti domiciliari a Pievepelago l’agente 56enne Vinicio Galli e il benzinaio 52enne Renzo Corbelli, gestore del distributore Ip lungo la Giardini.
Motivazioni note ormai: Galli è accusato di peculato d’uso continuato e furto aggravato per aver sistematicamente asportato dalla cisterna dei magazzini comunali di Riolunato, utilizzando l’auto di servizio, litri e litri di gasolio che portava al benzinaio. Il quale a sua volta è ritenuto responsabile di ricettazione per aver rivenuto il quantitativo al pubblico come normale fornitura. In più, per entrambi è scattata la denuncia per concorso in falsità ideologica continuata e concorso in truffa ai danni di un ente pubblico perché l’agente fingeva di rifornirsi al distributore facendosi rilasciare una ricevuta autentica che lui poi presentava al Comando facendo confluire l’importo in una nota di credito che il benzinaio andava a riscuotere. Domani entrambi saranno sottoposti all’interrogatorio di garanzia davanti al gip.
Doppio arricchimento indebito dunque, che secondo l’accusa i due si spartivano procurandosi così una bella entrata mensile extra. È documentata negli ultimi tre mesi, ma non si sa quando sia iniziato l’andazzo. Tegola pesante per tutto il Corpo unico di polizia municipale, che però proprio mentre usciva la notizia e si sollevava il polverone, alle 15.15 metteva a segno la confisca di un bazar di quasi 300 oggetti messi in vendita abusivamente sulla Fondovalle Panaro nella piazzola di sosta a ridosso del ponte della Docciola che conduce a Montese, ma ancora in territorio di Pavullo. Erano sul banco fai da te che allestiva da tempo la 72enne polacca P.W., che dalla patria con un pulmino aveva portato la classica merce dell’Est post crollo dell’Urss e molto altro: c’erano cannocchiali, occhiali, orologi, braccialetti, anelli, collane, vestiti, cinture, occhiali, borse, portafogli, oggetti per la casa e d'arredamento, tappeti, giocattoli, pallottolieri, trofei di caccia, caschi da vigile del fuoco, persino catene per la neve e un medaglione di 10 centimetri con l’effige di Mussolini. E ancora dal profano al sacro, con crocifissi e tante icone ortodosse. Tutta roba che la donna, residente a Varsavia, con un collaboratore, aveva portato fin qui mettendola in vendita in una strada dove passa sempre tantissima gente, incurante della legge 114/98 che disciplina il commercio in area pubblica. In assenza di qualsiasi autorizzazione, le è stato tutto confiscato con multa da 5.164 euro.
Con l’aiuto degli operai comunali, la merce è stata portata a Pavullo in un magazzino, dove sarà catalogata (anche per vedere che non vi sia nulla di rubato). Le cose inservibili saranno distrutte, le altre verranno donate ad enti a cui possono essere utili.
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