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Ospedali da unificare l’ateneo ha un suo piano

Ospedali da unificare l’ateneo ha un suo piano

Un pool di 15 docenti ed esperti guidati dal preside dovrà presentare un progetto Il rettore: «La proposta dovrà integrare la didattica, l’assistenza e la ricerca»

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L'università punta tutte le sue carte per la riuscita della fusione tra il Policlinico di Modena e l'ospedale di Baggiovara.

È questa la scelta strategica emersa con forza nell’ultimo atto, giuridicamente vincolante, con cui sono stati nominati i componenti che affiancheranno i funzionari della Regione e quelli sanitari impegnati a gestire il delicato passaggio dell’accorpamento di reparti e personale. «La Facoltà di Medicina e Chirurgia in particolare vuole essere parte attiva in questa fase - spiega una nota dell’ateneo - mettendo a disposizione le sue competenze di carattere internazionale, uniche nel panorama modenese. Sarà un sicuro e determinante valore aggiunto al successo dell'operazione».

Di qui la scelta di dar vita a una vera e propria commissione composta da quindici esperti (vedi articolo qui accanto) al cui vertice siede il preside Giovanni Pellacani che si presenta al tavolo del gruppo di lavoro portando in dote di competenze e richieste omogenee da parte dei camici bianchi che si muovono in condominio con i colleghi ospedalieri. Del resto era inevitabile. Posti letto e reparti da sempre vedono la presenza di chi insegna e di chi si sta specializzando, docenti e studenti, che si alternano tra aule di studio e pratica medica, senza contare la ricerca scientifica.

L’obbiettivo ideale sarebbe quello, sulla carta, di evitare sovrapposizioni di compiti e lotte di potere per la gestione delle cariche. Il portavoce della cabina di regia costituita presso la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss, in pratica il motore che deve elaborare le proposte e dare il via libera) è Uliano Morandi; il delegato alla didattica Andrea Cossarizza e il dirigente amministrativo Maurizio Pirazzoli.

«L'università, che è parte fondamentale del sistema sanitario nazionale- spiega Pellacani- è l'unico ente ad avere come compiti istituzionali la didattica e la ricerca scientifica, che rappresentano non solo un patrimonio esclusivo, ma anche i pilastri su cui si basa la crescita e l'innovazione in qualsiasi settore».

Aggiunge il rettore dell’ateneo, Angelo Andrisano: «Nell'interesse pubblico abbiamo ritenuto opportuno e necessario costituire una commissione di facoltà per elaborare in tempi brevi un progetto che possa integrare l’assistenza, la ricerca e la didattica, in grado di contribuire concretamente alla qualificazione della sanità modenese».

Tutto ruoterà dunque attorno alla piattaforma della facoltà e che inevitabilmente porterà le priorità dell’ateneo? Staremo a vedere. I lavori per unificare realmente l’organizzazione di due strutture fotocopia, a poca distanza l’una dall’altra, sono solo agli inizi. (s.c.)

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