Gazzetta di Modena

Modena

PARLIAMOCI. Se non c'è una lira

di ENRICO GRAZIOLI

Dunque Modena deve rivedere al ribasso le proprie stime di investimento possibile per il rilancio della città: mancano all’appello 14 milioni di euro immaginati come disponibili,...

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Dunque Modena deve rivedere al ribasso le proprie stime di investimento possibile per il rilancio della città: mancano all’appello 14 milioni di euro immaginati come disponibili, il bilancio comunale viene rattoppato, diversi interventi rinviati a piani che da annuali diventano triennali, magari quinquennali, chissà... La realtà non permette voli pindarici e a poco serve sottolineare legittimamente che i tagli derivano dal venir meno di trasferimenti dal governo centrale, che le emergenze nazionali penalizzano la disponibilità di risorse, che la competizione fra territori vincola ulteriormente la loro redistribuzione anche in presenza di bandi di assoluta sostanza come quello per la riqualificazione delle periferie.

Aver puntato molto, anche dal punto di vista dell’immagine, sui cantieri da aprire o riaprire, sul “fare” per creare prospettiva e anche lavoro alla città e ora esser costretti a lesinare soldi e speranze non può però piegare una giunta a un passo ridotto: a un’ordinaria amministrazione che lasci forzatamente da parte i sogni e anche la dimostrazione di saper agire diversamente da quanto è stato fatto in passato. Difficile, ma almeno qualche segno lo si può lasciare. Intensificando, non tralasciando mai la spending review: perché qualunque cittadino a cui viene detto che non c’è un euro per un certo progetto, starà con la lente d’ingrandimento a cercare dove e come vengono spesi dal Comune quelli che ci sono.

Anche se non c’è un rapporto diretto tra risparmi correnti e capacità d’investimento, ogni piccolo spreco lascerà una ferita ancora più profonda nell’opinione pubblica. E poi facendo uno sforzo ulteriore di immaginazione, di progettazione e di sagacia nell’andare a individuare le possibilità di dirottare verso Modena fondi che esistono e vengono messi a gara: a partire da quelli europei (per i quali l’Italia ha un record negativo di utilizzo battuto solo da Romania e Croazia...). Ripensare e correggere un obiettivo è sempre meglio che rinculare o arrendersi all’impotenza. Perdere occasioni, anche non gigantesche, per cambiare strada pur di fare un piccolo passo avanti sarebbe comunque peggio.

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