Gazzetta di Modena

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Tempio, sapori e musica

Sconfiniamo, festa di popoli ed etnie senza barriere

Un abbraccio di sapori, danze e colori. Quasi 200 persone di diverse etnie ed età uniti da una vicinanza senza barriere. Benvenuti a “Sconfiniamo”, (nella foto un momento del raduno) festa dell’integ...

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Un abbraccio di sapori, danze e colori. Quasi 200 persone di diverse etnie ed età uniti da una vicinanza senza barriere.

Benvenuti a “Sconfiniamo”, (nella foto un momento del raduno) festa dell’integrazione ospitata ieri sera nel cortile del Tempio. «Abbiamo iniziato a lavorare ad aprile - esordisce Rossella Giulia Caci, volontaria del Servizio Civile delle Acli - Sono servite ore di lavoro, ma le abbiamo passate molto volentieri». La giovane sale sul palco con un coro di giovanissime voci. «I bambini di oggi sono molto più accoglienti - garantisce Bahar Turk (associazione Milad) - perché crescono in un ambiente multiculturale». Le ragazze cantano in arabo e italiano prima di cedere la scena alla comunità filippina.

«È la bellezza dello stare insieme», assicura il presidente Consorcio Amado. Baby Juanita Picar va oltre. «Si dà troppa attenzione agli stranieri - commenta la mediatrice interculturale - e poco agli italiani».

«La soddisfazione più grande è avere richiedenti asilo che sono cittadini attivi», aggiunge Soccorsa Quaranta (cooperativa Caleidos). «La difficoltà maggiore è la conoscenza - riprende Cristiano Regina, curatore del progetto “Gimme shelter” - ma poi si ha la soddisfazione di ottenere un lavoro collettivo». L’integrazione si narra con le immagini. «Bisogna accettare le persone di qualsiasi Stato in qualunque ambito», conferma Simone Pellegrini, fotografo. «Vuol dire poter vivere con le proprie modalità e il rispetto assoluto di quelle altrui», fa eco il collega Dante Farricella. «È un grande cerchio con cui parlare con gli altri», spiega Giacomo Baraldi (Arte Migrante). Per Abeer Jelali e Sara Righi (Giovani musulmani d’Italia) è «l’accettazione di tutti, il sentirsi parte di questa comunità». «È conoscenza», spiega ancora Rossella. (g.f.)

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