Gastroenterologia: al festival si cura la “malata sanità”
Il dialogo tra professionisti e cittadini iniziato l’anno scorso con la prima edizione del Festival della Gastroenterologia ha avuto seguito ieri, quando medici e operatori sanitari dell’Ausl,...
Il dialogo tra professionisti e cittadini iniziato l’anno scorso con la prima edizione del Festival della Gastroenterologia ha avuto seguito ieri, quando medici e operatori sanitari dell’Ausl, insieme a docenti di Università, hanno incontrato un ingente numero di spettatori in piazza Garibaldi, rispondendo a domande e curiosità e illustrando come funziona l’apparato digerente e come si prevengono e curano le sue principali patologie. Il tutto, nel modo più chiaro possibile poiché, come ha affermato Massimo Annicchiarico, dg dell’Ausl di Modena, «informazioni troppo tecniche alzano un fumo di incomunicabilità».
L’importanza della prevenzione e dello screening sulle neoplasie del colon retto, la celiachia e le più diffuse intolleranze alimentari: sono solo alcuni degli argomenti trattati.
Di grande interesse poi lo stato di salute della sanità stessa.
«Lo sforzo organizzativo ed economico profuso dall’azienda - ha detto Annichiarico - non è sufficiente se non si riesce a creare empatia con i cittadini, impauriti nel momento in cui si avvicinano alle indagini sulla propria salute. Dobbiamo trovare le forme migliori per stare loro accanto e togliere ogni dubbio sul nostro operato». Si evince sia la fiducia nei medici, la “malata” più grave: «Occorre che i pazienti si fidino più dei professionisti - ha specificato Nicoletta Natalini, della Direzione Sanitaria Ospedale di Carpi - che di quel che si legge sul web».
Il “dottor Google” è un problema, lo ha osservato anche il dottor Mauro Manno, responsabile del reparto di Endoscopia Digestiva Area Nord, «ma tutto sta nel rapporto che si crea con il paziente: dobbiamo creare percorsi perché chi ne ha bisogno riceva risposte in tempi brevi. Le liste di attesa sono molto lunghe, ma questo è dato anche e proprio dal fatto che molte persone accorciano le tempistiche consigliate dai propri medici per paura di essere malati. Il che è sintomo di sfiducia».
Le liste d'attesa, a livello provinciale, rispettano le indicazioni regionali: i tempi sono considerati adeguati. Dunque da dove hanno origine le polemiche? La percezione delle persone è che, anziché migliorata essa sia peggiorata: realtà o supposizioni?
«Il problema è che anche la percezione è un dato di realtà - ha spiegato l’on. Manuela Ghizzoni - e, in effetti, l'Italia ha vissuto tagli progressivi in questo senso, negli ultimi anni. La difficoltà che viviamo adesso, oltre allo stanziamento di risorse, è dato dalla sofferenza dei lavoratori del settore: il turn over è bloccato dal 2007. In Emilia Romagna, però, l’accordo siglato consentirà un turn over fino al 90%, dando la possibilità di assumere stabilmente 500 professionisti. E il paziente non si può comparare al medico, la diagnosi spetta sempre al professionista». (vc)
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