L’emergenza rifiuti ora coinvolge i ragazzi del Carpi
Sporcizia ovunque, anche nella palazzina dei calciatori E sullo sfondo la battaglia per decidere l’ingresso in Hera
Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti non conosce tregua. L’assessore all’Ambiente, Simone Tosi, pochi giorni fa aveva definito quanti abbandonano la spazzatura, anche “solo” appoggiandola a fianco dei cassonetti, quali “malfattori”, dal momento che eludono il pagamento della tariffa puntuale.
Un fenomeno da stroncare, diceva: per questo motivo sono state acquistate telecamere per monitorare i luoghi in cui questi abbandoni avvengono ed è stato intensificato il controllo del territorio con l'aiuto di Polizia municipale e Guardie ecologiche volontarie.
Ma la situazione resta difficile. Le zone da sottoporre a monitoraggio sono molteplici, difficilmente individuabili, poiché oggetto del caso a seconda della maleducazione dei cittadini. Questi ultimi, poi, spesso sono al volante di autovetture, il che imporrebbe la rilevazione precisa di targhe e volti, ai fini di una effettiva identificazione.
Così le segnalazioni di aree soggette a particolare degrado, sotto questo punto di vista, sono continuamente all’ordine del giorno. In particolare, negli ultimi tempi, sono state evidenziate situazioni di forte disagio in via Montecassino, zona sud di Carpi ai confini con via Bollitora.
Alcuni residenti del condominio dove risiedono i giovani giocatori del Carpi Calcio si sono ripetutamente recati presso la sede carpigiana di Aimag per lamentarsi sia dell’inefficienza del servizio porta a porta sia della condotta dei residenti, definiti chiassosi, irrispettosi e maleducati.
Ai ragazzi, secondo altri residenti, va imputato lo sporco chiaramente visibile in strada e sui terrazzi degli inquilini che abitano negli appartamenti più bassi. «Sigarette, bottiglie, sacchetti – si sfoga una residente – oltre a rumore e schiamazzi. Nessuno fa nulla, non ne possiamo più. Abbiamo fatto diverse segnalazioni, ai carabinieri, ad Aimag e alla Società sportiva, ma nulla».
Sarà chi di dovere ad accertarsi della veridicità di queste lamentele, nel frattempo il malanimo non ha sosta.
Anche perchè riguarda parecchie aree: in via dell’Industria le cose non vanno meglio: chi vi lavora si lamenta dell’accumulo di sacchi neri.
Sullo sfondo di tutto questo, Aimag e la sua incerta sorte.
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, l’assessore Tosi ha spiegato come credere che «i cittadini che pagano le bollette generino utili è una delle tante leggende metropolitane che, alla lunga, si autoalimentano. Siete fortunati – ha affermato, rivolgendosi alle opposizioni - se avete già capito quale sarà il futuro dell’azienda. Occorre uscire dalla logica della tifoseria da stadio. Diversamente, ci stiamo prendendo in giro, nulla è stato ancora deciso».
Dello stesso parere il consigliere del Pd Marco Reggiani. «Non ci si vuole sottrarre a un dibattito con la città – ha ribadito – come non è nostro desiderio suicidarci, ma che Aimag abbia un futuro proficuo».
Amaro il commento del sindaco Bellelli, anche alla luce dell’intervento di Roberto Arletti (Gruppo Misto): «Siamo bizzarri noi sindaci - ha detto - abbiamo già deciso, ma cerchiamo il percorso più complicato per far tornare i conti».
E tuttavia il malcontento che tanto malcostume alimenta lascia la porta spalancata ad un senso di dismissione e sfiducia che preluda a... risolutive novità.
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