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«Il Comune sia parte civile contro sindaco e tecnico»

«Il Comune sia parte civile contro sindaco e tecnico»

S. Felice. Minoranza propone incarico ad un legale dei cittadini che chieda i danni Ma le delibere stanziano soldi per la difesa degli imputati. Il caso Avviso Pubblico

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SAN FELICE. «In caso di rinvio a giudizio di dipendenti o di altri amministratori dell’ente, l’amministratore deve promuovere la costituzione di parte civile della propria amministrazione nel relativo processo».

Il riferimento è ai “reati cui la legge associ la sospensione della carica” in caso di condanna in primo grado.

La prescrizione - costituirsi parte civile nei processi contro propri dipendenti o amministratori imputati - è contenuta nella “Carta di Avviso Pubblico” il Codice Etico per la Buona Politica cui il Comune di San Felice ha aderito con un voto all’unanimità, deliberato il 13 febbraio 2015 dal consiglio comunale oggi in carica.

Avviso Pubblico è una grande associazione istituzionale, che si batte per la legalità, la trasparenza e la lotta alle infiltrazioni.

Succede al tempo stesso che a San Felice sul Panaro il sindaco Alberto Silvestri e il capo dell’Ufficio Tecnico del Comune, Daniele Castellazzi, siano stati rinviati a giudizio per concorso in omicidio colposo plurimo e per reati di falso.

La vicenda processuale è nota: con un atto del 23 maggio 2012 avevano diramato disposizioni per un rientro “facile” nelle aziende dopo il sisma, concorrendo così alla tragedia della ditta Meta dove, seguendo quelle prescrizioni, furono fatti rientrare i lavoratori in data 28 maggio, prima che i lavori di consolidamento fossero terminati e certificati. Tanto che nel crollo del sisma del 29 maggio morirono due operai e l’ingegner Bignardi che stava effettuando un sopralluogo. Nel timore di essere scoperti - questa è l’imputazione - Silvestri e Castellazzi (ma dai loro interrogatori è emersa anche l’ipotesi di un terzo “manovratore”, un ignoto “mister X”) avrebbero fatto sparire dal fascicolo in municipio quella prescrizione “leggera”, sostituendola con un’altra più rigorosa, in modo da beffare i controlli e le contestazioni della Procura che invece sono poi arrivate. Fino al rinvio a giudizio. Il processo si apre ad inizio 2017.

Con riferimento alle indagini in corso, il Codice di Avviso Pubblico prevede per amministratori e dipendenti «la collaborazione con gli inquirenti, astenendosi da qualsiasi azione od omissione volta a ostacolarne l’attività e facendosi carico di chiarire pubblicamente la sua posizione nei confronti delle ipotesi accusatorie». Stando alle imputazioni di Gip e Procura, a San Felice non è andata proprio così... Come noto, poi, il sindaco ha respinto la richiesta di un confronto aperto in Consiglio: «Non c’è niente da dibattere», ha detto.

Così finora l’amministrazione ha deliberato incarichi a legali e consulenti per difendere i due imputati, incarichi che in queste fasi sono costati qualche decina di migliaia di euro. Avvocato e consulenti dovranno in soldoni impegnarsi a far assolvere sindaco e tecnico (che si proclamano innocenti) e solo in caso di condanna esecutiva (ma si va verso la prescrizione) potrebbe esserci la rivalsa.

In questo quadro stasera è convocato il consiglio e all’ordine del giorno c’è una richiesta della minoranza “San Felice in Movimento”, perchè il Comune si costituisca parte civile nel processo con un avvocato che rappresenti comunità e cittadini, collabori con la Procura nella ricerca di ogni responsabilità e nel sostegno alle famiglie delle vittime e chieda il risarcimento dei danni che la vicenda sta provocando. Scontato che la maggioranza non vorrà e non potrà farlo; scontate le divergenze di opinioni su chi debba pagare legali e consulenti; resta da chiarire che fare della delibera del 2015. E di Avviso Pubblico.

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